Home Almanacco ed Effemeridi del mese

Le effemeridi del Sole, Luna e gli altri corpi celesti sono calcolate per la latitudine e la longitudine di Grosseto.

Latitudine : 42° 45’ 33” Caposaldo ( Cattedrale)

Longitudine : 11° 06’ 45’’ E). 0 (h) 44(m) 27(s) .(Rispetto a Greenwich)

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Mese di Agosto

“Chi in agosto non s’è vestito, malo inverno ha preparato

Qui ci si riferisce alla facilità di prendersi malanni  a ragione degli sbalzi di temperatura del mese, di solito, da caldo infernale e gelati temporali.

A volte si crede di trovare il sole d'agosto e si trova la luna di marzo.

Agosto annunzia l'inverno.

Al primo d'agosto, le anitre si mettono arrosto.

Alla prim'acqua d'agosto, pover uomo ti conosco.

Alla prima acqua d'agosto cadon le mosche, quella che vi rimane morde come un cane.

Alla prima acqua d'agosto il caldo s'è riposto.

Chi dorme d'agosto, dorme a sue spese.

Chi si ammala d'agosto si ammala a suo costo.

Chi va all'acqua d'agosto, non beve o non vuol bere il mosto.

D'agosto, moglie mia non ti conosco.

Agosto è l'ottavo mese dell'anno e in base al calendario gregoriano, si compone di 31 giorni e si pone nella seconda metà di un anno civile. Nei tempi antichi chiamato sextilis, il mese fu rinominato augustus dal Senato romano, nell'anno ottavo a.C., in onore dell'imperatore Augusto, dal quale prende il nome anche il ferragosto (feriae Augusti). Ancora il senato di Roma inserì un giorno alla durata, togliendolo a febbraio, per renderlo uguale a luglio che era consacrato a Cesare.

Feste principali: giorno 15 (Ferragosto)

Il dieci d’agosto ritorna la notte di San Lorenzo: la notte delle stelle cadenti. Lo sciame delle cosiddette stelle cadenti sarà visibile per almeno tre notti. Un suggerimento a chi volesse osservare questo spettacolo della natura: tentate di trovare zone lontane dalle luci della città che con il loro bagliore danneggiano questa magia.

Nell’antico calendario Romano era il sesto mese ed era conosciuto come Sextilis. Era riservato a Cerere, dea delle messi, dei raccolti e della vegetazione.

Il termine discende da Augustum, in onore dell'imperatore Augusto a cui il mese venne dedicato per glorificare le sue vittorie. Il 15 Agosto si celebra la festa dedicata all'Assunzione di Maria al Cielo. In realtà Ferragosto era già una festa al tempo dei romani riservata proprio all'imperatore Ottaviano Augusto, che donò alla città e all'impero un ampio intervallo di pace dopo tante sanguinose guerre.

In questo torrido ed assolato mese si assiste all’accorciarsi delle giornate, mentre la temperatura dell'aria comincia a rinfrescarsi anche se dopo la metà del mese; in questo periodo sono normali i forti temporali e le improvvise variazioni del clima particolarmente verso la fine del mese, e come sostenevano i nostri nonni, in contemporanea con la lunazione.

Il buonsenso dei nostri nonni consiglia ,“Ad agosto né casa né scopa nuova”, pena una lunga sequela di grane.

Questa abitudine di non cambiare casa in questo mese, risale al Medioevo, quando i contratti di mezzadria si concludevano per legge l’ undici novembre, San Martino.

Era solo in quel momento che si poteva senza impedimenti, con l’eventuale cambio di attività, andare in un’altra casa.

Se ciò aveva luogo due mesi prima della scadenza del contratto indicava solo due cose: o che avevamo perso il lavoro con disonore, o che il padrone era finanziariamente fallito.

I familiari del contadino, allontanati dalla vecchia casa, avrebbero avuto in ogni caso la sventura di essere sfrattati e d essere quindi costretti a trovare, con urgenza e con pochi mezzi economici, una nuova casa.

Un’altra curiosa vecchia credenza era quella della scopa. Infatti, quando si cambia casa si doveva sempre acquistare una nuova scopa, per….. spazzarla e pulirla meglio. Infine è una passata tradizione che in una casa nuova si debba portare, congiuntamente a un pacco di sale e una bottiglia d’olio.

Agosto. La tradizione.

Il mese di agosto nell’antica Roma, era così denominato in onore dell’imperatore Augusto,  ed era pieno di feste:  Diana Lucina, protettrice dei parti,  insieme con  Vortumno, il nume che  faceva maturare i frutti, si celebrava a partire dal 13  agosto.

Il giorno 17 del mese c’erano le feste in onore di Portuno, il dio dei porti e delle porte, apparentato a Giano  celebrato lo stesso giorno;  il 19 s’indiceva la futura raccolta dell'uva con la festa delle “Vinali Rustiche” consacrate a Venere. Il 21 era invece dedicato a Conso, dio del raccolto conservato; il 23 a Openconsiva, l’abbondanza agricola raffigurata. Alla fine le sagre d’agosto terminavano con un altro sacrificio a Vortumno.

D’altronde lo stesso imperatore Augusto nel 18 a.C.   aveva designato alla calende di agosto, cioè all’inizio del mese lunare, le “Feriae Augusti”, le “Feste di Augusto”, dalle quali è nato il  termine  Ferragosto, che  oggi è spostato a metà mese.

Pertanto, molte di quelle feste e riti sono state nei secoli spostate  alla Madonna dell’Assunta del 15 agosto, commemorata in tutto il mondo cristiano con funzioni speciali.

C’è da dire che, in questo stesso periodo, nel limitrofo Oriente dove all’inizio del secolo VI è nata la festa dell’Assunzione di Maria  in cielo, più conosciuta   da noi in Italia come “ l’Assunta”, si tributava omaggio a una Grande Madre, la dea siriana Atargatis, metà donna e metà pesce, considerata la sacra patrona della fecondità e dei lavori nei campi.

Quasi certamente la sua funzione di protettrice delle attività agricole fu trasferita alla Vergine nei primi secoli, nel periodo del processo di cristianizzazione. A prova di ciò basta considerare che ancora oggi in Armenia si benedicono nel giorno dell’Assunta i primi grappoli d’uva matura.

Denominata in Oriente “Transito o Dormizione di Maria”, la ricorrenza  venne diffusa anche a Roma nel secolo VII per poi transitare in Francia e in Inghilterra col titolo di “Assumptio Sanctae Mariae”. Nel giro di qualche anno la festa, sebbene ricordi un avvenimento menzionato soltanto nei Vangeli apocrifi,  si  sparse in tutto il  mondo cristiano.

Tuttavia unicamente  a partire dal secolo XVIII  cominciarono a accrescere le preghiere alla Santa Sede per la rivelazione del dogma, che ebbe luogo molto dopo,  il 1° novembre 1950, con un atto dove  si concludeva  l’Assunzione della Beata Vergine Maria  come divinamente rivelata.

Nel più delle volte in questo periodo, però molti di questi festeggiamenti sono inzuppati dall’acqua di scroscianti temporali che dalla metà del mese arrivano a calmare La canicola e la calura che contraddistingue agosto.

Dice un detto: “La Madonna d’agosto rinfresca il bosco”.

A questo punto le giornate si sono davvero ridotte e se non ci fosse l’ora legale sarebbe già buio alle  diciannove e trenta. In modo davvero eccessivo la saggezza popolare ricorda che “Ferragosto, capo d’inverno”, che potrebbe avere qualche valenza se ci spostiamo in alta montagna quando si scatenano gli acquazzoni agostani, ma non certo da noi nell’Italia del centro-sud.

Un fenomeno che comunque accomuna tutto il paese, è che certamente dopo le prime piogge ferragostane,  sono in arrivo le mosche le quali, prima di morire, divengono  molto moleste come sostiene un proverbio: “Alla prim’acqua di Ferragosto  cadono le mosche e quelle che rimangono  mordono come un cane”.

Direi giunto a questo punto a chi mi legge, a dispetto dei possibili acquazzoni e piogge varie, nonché l’inevitabile calura e le sempre presenti  mosche e zanzare: Buon Ferragosto a tutti!

Nel mese di agosto.

Ercole è l'eroe di Agosto

1 Agosto. Il Perdono di Assisi

Dal mezzogiorno del 1 agosto alla mezzanotte del 2 agosto è possibile ottenere l'indulgenza plenaria visitando una chiesa parrocchiale o francescana.

5 Agosto. Madonna della neve

Prima domenica del mese. Giostra della Quintana ad Ascoli Piceno

10 Agosto. Notte di San Lorenzo.

16 Agosto è L’Assunzione.

16 agosto. Corsa del Palio dell’Assunta in piazza del Campo a Siena.

23 Agosto. Vulcanalia. nell'Impero Romano veniva onorato il dio Vulcano.

Con la Luna Nuova comincia la vendemmia (giorno 25).

Ultima domenica del mese. Giostra del Saracino ad Arezzo

I santi più conosciuti del mese sono:

2 Agosto. Santa Maria degli Angeli alla Porziuncola. San Francesco, per il suo singolare amore verso la Beatissima Vergine, ebbe sempre particolare cura della chiesetta dedicata a Santa Maria degli Angeli, chiamata anche Porziuncola. Qui egli prese stabile dimora con i suoi frati, qui diede inizio con Santa Chiara all'Ordine delle Clarisse, qui concluse il corso della sua mirabile vita.

Per questa Cappella il santo Fondatore ottenne da papa Onorio III la storica indulgenza , che i Sommi Pontefici confermarono successivamente ed estesero a numerose altre chiese.

Per questi gloriosi ricordi l'Ordine serafico celebra con gioia la festa di Santa Maria degli Angeli.

4 Agosto. San Giovanni Maria Vianney, sacerdote. Venne al mondo vicino a Lione nel 1786. Attraversate molte difficoltà, poté essere iniziato al sacerdozio e resse e fece rifiorire mirabilmente la parrocchia affidatagli nel villaggio di Ars nella Diocesi di Belley con l'efficace predicazione, la mortificazione, la preghiera, la carità. Essendo molto stimato nella direzione spirituale, i fedeli accorrevano a lui da ogni parte e ricevevano con venerazione i suoi consigli. Morì nel 1859.

10 Agosto. San Lorenzo, diacono e martire. Fu ministro di culto della chiesa di Roma e patì il martirio nella persecuzione di Valeriano, quattro giorni dopo il martirio del Papa Sisto II e dei quattro diaconi romani suoi colleghi. La sua tomba si trova presso la via Tiburtina in Campo Verano, dove Costantino il grande fece costruire la basilica omonima. Il suo culto era già diffuso nella Chiesa fin dal IV secolo.

19 Agosto. San Ludovico, vescovo. Ludovico, figlio di Carlo d'Angiò, re di Napoli, venne al mondo nel 1274. Da ragazzo fu fatto prigioniero con i fratelli a dal re di Aragona, ed ebbe occasione di conoscere i Francescani. Riacquistata la libertà, rinunciò al regno ed ad ogni altra prospettiva di grandezza terrene.

Incaricato vescovo di Tolosa, volle prima vestire l'abito dei Minori e professarne la Regola. Congiunse lo zelo pastorale ad una fervida carità verso i poveri, vivendo in umiltà e povertà. Morì nel 1297 ancora in giovane età, e fu canonizzato da Giovanni XXII.

28 Agosto. Sant'Agostino, Vescovo e Dottore della Chiesa. Nacque a Tagaste, in Africa, nel 354. Visse un'adolescenza agitata sia culturalmente che moralmente, fino a quando, convertito alla fede, nel 387 fu battezzato a Milano dal vescovo Ambrogio. Rientrato nel suo paese natale, condusse vita ascetica. Nominato poi vescovo di Ippona, divenne esempio del suo gregge. Per 34 anni lo formò con i suoi numerosi discorsi e scritti, con i quali combattè fortemente contro gli sbagli del suo tempo ed spiegò intelligentemente la fede. Morì nell'anno 430.

Nelle campagne anticamente i nostri nonni…….

In ostri nonni o meglio le nostre nonne in passato, impedire di avere la casa invase dalle formiche usavano un metodo infallibile.

Appena vedevano apparire una, due, tre, formiche fino a vederne file interminabili che da fuori si dirigevano imponenti verso la casa, per fermare questa loro imponente marcia, prendevano del talco o del sale, e lo cospargevano nei punti di entrata alla casa. Questo so dice era in grado di fermare la loro sgradevole scorreria. Ma molti di loro invece preferivano dirottarle, verso l’orto, perché le formiche sono in grado di attaccare e mangiare le larve degli insetti che come sappiamo sono ingordi di verdure. Così le formiche diventavano alleati dei contadini. Potremo anche nooi usare al giorno d’oggi le formiche, facendocele alleate e aiutandoci così a combattere parassiti e larve del nostro orto.

Per lo spirito

Sulla Conoscenza

Più si sa, più il mondo scema, ovvero diventa scemo.

Carl William Brown

Quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui. 
Jonathan Swift

Tutti desiderano possedere la conoscenza, ma relativamente pochi sono disposti a pagarne il prezzo. 
Giovenale

Dimentichiamo facilmente le nostre colpe quando siamo i soli a conoscerle. 
François de La Rochefoucauld

Quando un uomo siede un'ora in compagnia di una bella ragazza, sembra sia passato un minuto. Ma fatelo sedere su una stufa per un minuto e gli sembrerà più lungo di qualsiasi ora. Questa è la relatività. 
Albert Einstein

Chiunque ami soprattutto l'approccio nell'amore non conoscerà mai la gioia di raggiungerlo. 
Antoine de Saint Exupéry

Effemeridi del mese

Il sole

Effemeridi di agosto

Le giornate sempre più si stanno accorciando, si viaggia ormai inesorabilmente verso settembre, con il ritorno dell’autunno.

Infatti, il 23 di settembre, si verificherà l’equinozio di autunno. Il giorno allora, sarà uguale alla notte.

Il primo di agosto si avranno 14h 30m di luce e 09h 30m di buio.

Dal primo di agosto siamo nella trentunesima settimana. Giorni dall'inizio dell'anno: 213. Alla fine dell'anno mancano152 giorni.

Il primo agosto alle 23h 59m corrisponde al Giorno Giuliano 2456871.416.

Il Sole. Tempo locale

Sorgere, tramonto, durata del giorno e passaggio al meridiano (mezzogiorno).

1 Ago 2014

Sorge : 05h36m09s az=64,4°

Tram. : 20h04m36s az=295,4°

Dur. : 14h28m26s

Mer. : 12h50m42s h=+ 65°04,6'

5 Ago 2014

Sorge : 05h40m21s az=65,9°

Tram. : 19h59m39s az=293,9°

Dur. : 14h19m18s

Mer. : 12h50m21s h=+ 64°01,1'

15 Ago 2014

Sorge : 05h51m04s az=70,1°

Tram. : 19h45m47s az=289,7°

Dur. : 13h54m43s

Mer. : 12h48m47s h=+ 61°04,1'

20 Ago 2014

Sorge : 05h56m28s az=72,3°

Tram. : 19h38m08s az=287,4°

Dur. : 13h41m40s

Mer. : 12h47m40s h=+ 59°27,1'

31 Ago 2014

Sorge : 06h08m18s az=77,6°

Tram. : 19h20m05s az=282,1°

Dur. : 13h11m47s

Mer. : 12h44m35s h=+ 55°37,6'

Per chi possiede una meridiana. Per leggere una meridiana.

L’equazione del tempo.

In astronomia l’equazione del tempo è la differenza fra il tempo segnato da una meridiana e quello scandito dai nostri orologi.
L'equazione del tempo è dovuta alla differenza fra il tempo apparente e il tempo medio; in altre parole, è la  differenza fra l'angolo orario del Sole vero e quello del Sole medio (nostri orologi).

Venerdì 1 Agosto

Equazione del tempo

-06m22s,8

Longitudine media del Sole

129°31'52"

Domenica 31 Agosto

Equazione del tempo

-00m29s,8

Longitudine media del Sole

159°06'05"

Fasi della luna

Istanti espressi in tempo civile locale, cioè il tempo scandito dagli orologi del luogo anche con ora legale (se in vigore).

Primo quarto 4 agosto 02:51

Luna piena 10 agosto 20:08

Ultimo quarto 17 agosto 14:25

Luna nuova 25 agosto 16:12

Età della Luna. Il primo di agosto l'età della Luna è di 4 giorni circa .

Si definisce età della luna, a un dato momento, il numero di giorni trascorsi dall'ultimo novilunio fino a quel momento. Per tutti i giorni dell'anno si può dunque esprimere l'età della luna, in genere mediante un numero intero di giorni, trascurando le frazioni.

Consideriamo che (il calcolo è approssimato ad un giorno) la lunazione dura, in media, 29,5 giorni; l'età di 0, di 29 o di 30 giorni rappresenta un novilunio; l'età di 14 o di 15 giorni rappresenta un plenilunio.

Perigeo e Apogeo lunare

Perigeo

Giorno 10 agosto

istante T.U. 17h43m

distanza Km 356.895

Diametro apparente 33'27''

Apogeo

Giorno 24 agosto

Istante T.U. 06h08m

Distanza Km. 406.524

Diametro apparente 29'23''

La superficie nascosta della luna

La rotazione della Luna sul suo asse polare è uguale al periodo di rivoluzione lunare attorno alla Terra. Da ciò deriva che la Luna orienta verso la Terra sempre lo stesso emisfero, la medesima "faccia". Per migliaia di anni a l’uomo è stata preclusa, la visione della parte nascosta, ma fino al mese di ottobre 1959, quando un satellite russo riuscì a ruotare attorno al nostro satellite fotografandone la faccia nascosta e inviandoci a Terra le fotografie.

Queste foto evidenziarono il fatto che la superficie nascosta fosse molto più ricca di crateri a differenza all'emisfero visibile da Terra.

Questo fatto destò una certa sorpresa, e non fu semplice poi accordarsi sui nomi da assegnare a tutti quei crateri. La particolarità di questa faccia è quella di possedere una struttura molto più accidentata: ricca di crateri e con molti meno mari lunari. Questo lo si può spiegare con il fatto che non è "protetta" dalla presenza del pianeta Terra, e dunque può essere più frequentemente toccata da oggetti provenienti dallo spazio, in particolare i meteoriti. Tra i mari presenti che sono comunque più piccoli di quelli della faccia visibile, si segnalano il Mare Moscoviense, il Mare Ingenii, le parti nascoste del Mare Orientale e del Mare Australe. All’opposto tra i moltissimi crateri occorre segnalare l'Apollo che presenta ben 520 km di diametro. I mari lunari rappresentano solo il 2,5% della sua superficie rispetto al 31,2% della faccia visibile.

Il cielo di agosto

La volta celeste di agosto si presenta dominato dalla traccia luccicante della Via Lattea e dalle costellazioni del Triangolo Estivo.

La Via Lattea varca il cielo da nord-nord-est a sud-sud-ovest, e si mostra divisa da una striscia scura logitudinale, la cosiddetta spaccatura del Cigno; proprio nella costellazione del Cigno, la cui porzione settentrionale si mostra allo zenit, è ubicata la porzione più intensa della Via Lattea dell'emisfero del nord: è racchiusa tra le stelle Sadr e Albireo, che danno forma all'asse sottostante di quello che viene chiamato figura della Croce del Nord. Con un piccolo cannocchiale si possono scrutare ricchissimi campi stellari, con molteplici associazioni di corpi celesti minuti e spesso dai colori opposti.

L’insieme delle costellazioni del cosiddetto Triangolo estivo è un luogo di riferimento indispensabile per rintracciare le maggiori costellazioni: il vertice più settentrionale Deneb (la stella meno luminosa delle tre) domina la costellazione del Cigno, Vega, la più brillante, quella della Lira; la più meridionale, Altair, è l'astro principale della costellazione dell'Aquila.

La Via Lattea continua verso sud, dove si scorge la sporgenza che individua il centro galattico; in questo luogo, racchiusi tra la splendente costellazione dello Scorpione, ormai prossima al tramonto, e del Sagittario, si raccoglie un gran numero diammassi globulari, alcuni dei quali, come M22, visibili anche con un piccolo telescopio.

A settentrione, la costellazione del Grande Carro ormai si mostra sempre più bassa sull'orizzonte; i suoi astri di coda possono essere usati, scendendo a sud, per rintracciare Arturo, la stella rossa della costellazione del Boote.

Ad est, si scorge sempre più alto il Quadrato di Pegaso, che sarà la costellazione predominante nei mesi autunnali.

Nel quadrante sud-est, l'Aquario è totalmente visibile.

Costellazione del mese. Il cosiddetto triangolo estivo.

Il triangolo è formato da tre stelle, Vega, Altair e Deneb, collocate ai vertici del triangolo. Esse fanno parte di tre diverse costellazioni, rispettivamente la Lira, la Aquila e la costellazione del Cigno. Individuare questa meraviglia del cielo estivo non è poi così difficile se impareremo alcuni piccoli trucchi. E davvero semplice.

Non dovremo fare altro che sollevare lo sguardo verso la parte sud-est della volta celeste muovendo gli occhi fino ad arrivare con lo sguardo a fissare lo Zenit, ovverosia il punto che si trova sulla nostra testa.

Potremo così contemplare Vega è la stella più splendente del cielo estivo, congiuntamente ad Arturo che abbiamo già avuto modo di osservare a giugno in un altro triangolo con Saturno e Spica. Questa stella fa parte della costellazione della Lira che oltre a essa, contiene anche un piccolo gruppo di quattro stelle posizionate a forma di parallelogramma. Il suo nome ricorda lo strumento musicale di Orfeo. Il suo punto nel triangolo è quello più in alto.

Leggende e miti dell’astronomia

Gemelli. Per gli ellenici, raffiguravano i gemelli Castore e Polluce figli del Re dell’Olimpo Zeus, detti anche Dioscuri, generati da una relazione adulterina del dio con la regina di Sparta, Leda. Erano anche i fratelli della famosa Elena di Troia. Danno il nome alle due stelle principali della costellazione omonima e furono molto amati a Roma tanto che i romani edificarono un edificio sacro in loro onore e li accomunarono ai leggendari fondatori della città Romolo e Remo.

Cancro e Capricorno. In queste costellazioni, cadevano nell'antichità i solstizi e per questo ancora oggi i Tropici portano i loro nomi. Rappresentavano, il Cancro, il cammino a ritroso del Sole che dopo aver toccato l'altezza maggiore diminuisce ed inverte il suo cammino, mentre il Capricorno riproduceva la rinascita del ciclo solare. Per i greci quest'ultimo era anche la capra Amaltea che allattò Zeus da bambino ovvero il dio Pan dalle sembianze di capra.

Leone. Personificava per gli egiziani il dio sole Ra od Osiride, mentre per i greci era il leone ucciso da Ercole. Comprende la stella Regolo. Il nome le fu assegnato da Tolomeo e sta a significare "piccolo re".

Una domanda e una risposta

Che cosa è una stella cefeide?

Le cefeidi sono stelle variabili, che "palpitano" come lucciole, variando cioè a intervalli il loro splendore, passando progressivamente da una fase di minimo splendore a una di massimo. Il modello di questo tipo di stelle è delta Cephei, nella costellazione di Cepheus.

Le cefeidi sono stelle variabili. Si dilatano e si riducono regolarmente, modificando così le loro dimensioni. È proprio questo fatto a originare la variazione di luminosità: al minimo di luminosità la stella raggiunge la massima estensione, mentre diventa sempre più piccola man mano che la luminosità aumenta.

Questo tipo di stelle sono di grande interesse perché consentono di determinare le distanze delle galassie. Si sa infatti che il tempo che passa tra un istante e l'altro di massima luminosità (detto periodo) è costante ma varia da stella a stella: più lungo è il periodo, maggiore è la luminosità. Misurando il periodo di una cefeide si può risalire alla sua luminosità reale che, comparata con quella apparente, dà la distanza. Per la prima volta è stato utilizzato per misurare la distanza della Piccola Nube di Magellano: 230 mila anni luce da noi.

Dizionario astronomico

Doppler, effetto

La variazione di frequenza (e di lunghezza d'onda) che si analizza in un'onda per effetto del moto relativo sorgente-osservatore. Se la sorgente si allontana dall'osservatore con velocità v, l'onda emessa con lunghezza d'onda l 0 verrà osservata alla lunghezza d'onda l , maggiore di l 0 della quantità:

(l -l 0)/ l 0= v/V

dove V è la velocità di propagazione dell'onda. Al contrario, se la sorgente si avvicina all'osservatore la lunghezza d'onda osservata sarà minore di quella emessa. Ancora vale la relazione sopra scritta, con l'avvertenza di assumere v negativa quando il moto è in avvicinamento. Nei due casi si dice che la variazione di lunghezza d'onda va nel senso di uno spostamento verso il rosso (redshift) oppure verso il blu (blueshift) con riferimento alla banda ottica, ove le radiazioni rosse son quelle di maggiore lunghezza d'onda e per quelle blu vale il contrario.

Dorado

(Doradus, Dor). Piccola costellazione del cielo australe di 179 gradi quadrati, mai visibile alle nostre latitudini, che si estende tra il Pesce Volante, la Tavola, il Reticolo e il Cavalletto del Pittore. Ha stelle poco appariscenti, ma è famosa perché alla sua estremità meridionale si osserva ad occhio nudo la Grande Nube di Magellano

Draco

(Draconis, Dra). Costellazione dell'emisfero settentrionale, circumpolare alle nostre latitudini, che copre ben 1083 gradi quadrati tra l'Orsa Minore, l'Orsa Maggiore, Boote, il Cefeo, l'Èrcole e il Cigno. L'alfa, Thuban, è una stella doppia, la beta, la gamma e la età sono stelle comprese tra la seconda e la terza grandezza.

Draconidi (o Giacobinidi)

Nome di uno sciame meteorico che ha il massimo di attività intomo al 10 di ottobre e radiante nella testa della costellazione del Drago. È associato alla cometa Giacobini-Zinner.

Dubhe

Stella alfa della costellazione dell'Orsa Maggiore. Il suo nome deriva dall'arabo e significa "la schiena dell'Orsa". È un sistema multiplo di stelle di cui la primaria è una gigante giallo-arancione di magnitudine 1,8 distante da noi 105 anni luce ed è luminosa come 150 Soli. La sua compagna è una stella di magnitudine 7 che al telescopio appare di colore blu ed entrambe le componenti sono stelle doppie spettroscopiche. Il periodo di rivoluzione dei due sistemi intomo al comune centro di massa è di circa 44 anni.

Earthgrazers

Con questo termine inglese si indicano quegli asteroidi con orbita fortemente eccentrica con perielio minore di 1 Unità Astronomica, così che possono transitare molto vicini alla Terra.

Astronomia elementare. Un po’ di nozioni per osservare il cielo.

Momenti del sorgere e del tramonto degli astri

Per gli astri puntiformi, ossia stelle e pianeti, l’ora del sorgere o del tramonto è l’istante in cui l’astro è visto lambire la linea dell’orizzonte.

Per il Sole e la Luna viene assunta come ora del sorgere o del tramonto l’istante in cui il lembo superiore del disco è visto lambire la linea dell’orizzonte.

Per quanto detto sopra, a causa della rifrazione atmosferica, l’ora del sorgere o del tramonto degli astri puntiformi è l’ora in cui l’astro assume un’altezza “vera” di –0°34’.

Il Sole ha un semidiametro medio apparente di circa 16’. Pertanto, dato che i programmi di calcolo si riferiscono sempre al centro del Sole, l’ora del sorgere e del tramonto del Sole è l’ora in cui il suo centro è sotto l’orizzonte di –0°50’ ( 34’ + 16’).

Per la Luna vale un ragionamento analogo, ma occorre anche tener conto che l’astro è relativamente vicino alla Terra e quindi non si può trascurare l’effetto parallasse illustrato poco sopra. Pertanto l’ora del sorgere e del tramonto della Luna è l’ora in cui il suo centro assume un valore di altezza che tiene conto sia del semidiametro apparente che della parallasse.

L’astronomia nella Mesopotamia

L'astronomia praticata nella valle tra i due fiume, la Mesopotamia, è datata almeno al terzo millennio a.C., e giunge il suo apice tra il 500 e il 600 a.C., per tramontare del tutto circa un secolo prima di Cristo, quando l'astronomia greca aveva ormai preso il sopravvento. Nonostante le finalità delle osservazioni astronomiche mesopotamiche erano in pratica dedicate alla cosiddetta astrologia, e cioè limitate alla predizione, l’ esattezza di esse lasciano comunque impressionati: il calcolo dell'intervallo di tempo fra due fasi successive uguali della Luna (mese sinodico) fatto da Kidinnu (circa 380 a.C.) si differenziava da quello odierno solo (e di poco) nella sesta cifra decimale.

Tra il primo e il secondo sec. a.C., il periodo sinodico dei pianeti, cioè l'intervallo fra due successive e uguali posizioni rispetto alla Terra, differiva dal valore misurato oggi di meno di un centesimo,tranne che per il pianeta Marte, per il quale l'errore era di pochissimo maggiore.

I Babilonesi composero il loro calendario rifacendosi, all'inizio, al movimento della Luna, e ripartendo l'anno in 12 mesi di 30 giorni ciascuno. Per coordinare tale periodo all'anno solare, inserivano, secondo esigenza, un tredicesimo mese supplementare. In seguito, nel 383 a.C. furono introdotti 7 mesi supplementari da suddividere in un ciclo di 19 anni.

Il giorno venne suddiviso in 24 ore di uguale durata intorno al 1700 a.C.

Nel terzo millennio a.C. i mesopotamici presero ad assegnare nomi alle costellazioni più importanti. Buona parte di questi nomi sono ancora in uso nell'astronomia moderna.

Meteorologia

Contadino meteorologo

Previsioni meteorologiche dei nostri contadini per il mese di agosto

La prima pioggia di agosto rinfresca il bosco”. Così dicono i contadini di tutta Europa ; conforta anche gli animi infiacchiti dal caldo rimuovendo persino, pulci, mosche e tutti i vari noiosi insetti malefici che col caldo ci assillano.

“Quando piove d’agosto, piove miele e piove mosto”.

Se piove è un bene per i campi e per i fiori, che non rinsecchiranno e le api potranno proseguire a produrre miele; è buono anche per i vitigni, ai quali la siccità rende il vino aspro.

Per il 31 di Agosto piuttosto bisogna tener d’occhio l’ultimo tramonto perché “l’inverno mette a posto”: se il sole tramonterà sullo sfondo di un bel cielo sereno, l’inverno sarà mite e dolce. Ma se al contrario, “si nasconderà tra le nuvole, dovremo prepararci al freddo più nero.

Attribuiti ai vari fenomeni atmosferici

La meteorognostica. La meteorognostica (gr. metéoro- “cose celesti” gr. gnòstis, gnostikòs = “conoscenza”) si può pensare in un certo qual modo come la trasposizione “non scientifica” o “popolare” della meteorologia. Si tratta, infatti, della previsione dei fenomeni atmosferici legata alle credenze popolari (soprattutto contadine, per le esigenze del raccolto), fondate oltre che su antiche osservazioni di tipo astrologico anche sull'osservazione di vari fenomeni naturali,non solo atmosferici, ma anche della fauna e della flora, e affiliate spesso ad uno specificato periodo, mese, data, ecc. e che si manifesta attraverso le cosiddette “regole meteorognostiche”, vale a dire dei proverbi – spesso in rima quali; “Rosso di sera, bel tempo si spera, Una rondine non fa primavera o Candelora, candelora, de l’inverno semo fora”.

Le norme meteorognostiche, dette anche "proverbi meteorologici", erano tramandate oralmente e anche in seguito dai cosiddetti “almanacchi meteorognostici” o "lunari meteorognostici", la cui distinta funzione è quella di contenere delle previsioni per ogni singolo giorno dell'anno.

Una curiosità astronomiche. Che cosa sono le aurore polari?

Le aurore polari o boreali se si verificano in prossimità del Polo Nord, o australi invece se si verificano nei pressi del Polo Sud, sono fenomeni luminosi costituiti da estese strisce colorate di rosso, azzurro o verde. Ad originare questi fenomeni è l'energia del vento solare che interagisce con l'atmosfera del nostro pianeta. Quando le particelle elettriche del vento solare urtano l'alta atmosfera, eccitano gli atomi di azoto e ossigeno presenti nell'aria, facendo saltare gli elettroni su un'orbita più esterna e più energetica. Gli elettroni tuttavia tornano rapidamente al loro posto e così facendo effondono energia sotto forma di luce.

Poiché che le aurore polari si verifichino solamente alle alte latitudini è un effetto della geometria del campo magnetico terrestre. Le particelle del vento solare hanno carica elettrica e sono richiamate verso i Poli Magnetici che all'incirca coincidono con i Poli Geografici.

Solamente in caso di forte emissione di vento solare straordinariamente intenso si possono osservare le aurore polari anche a latitudini più basse; come accadde nel 1959, quando si verificò l'Evento di Carrington, ovvero la più grande tempesta solare mai registrata. Le aurore si poterono osservare anche a latitudini inferiori, negli Stati Uniti e in Europa, finanche in anche in Italia e fu in questa circostanza che se ne capì la motivo. Infatti, si osservo che la nostra stella, in quei giorni, aveva macchie solari insolitamente più grandi.

 

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Mese di luglio

A luglio gran calura, a gennaio gran freddura.

Chi vuole un buon rapuglio, lo semini in luglio.
D'aprile non ti scoprire, di maggio vai adagio,

di giugno cavati il codigugno,

e se non pare tòrnatelo a infilare; di luglio vattene ignudo.

Fino a Santa Margherita (20 luglio) il gran cresce nella bica.
Per Santa Maria Maddalena (22 luglio) si taglia la vena.
Per Santa Cristina (24 luglio), la sementa della saggina.
Luglio dal gran caldo, bevi ben e batti saldo.

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Mese di Giugno

Giugno la falce in pugno

Giugno ha tesori in pugno:
raccolti e promozioni, nozze e delusioni.

Chi semina in ottobre miete in giugno.

Giugno ciliegie a pugno.

Fave e piselli sono la spia della buona annata.

Giugno ventoso, porta presto il grano sull’aia.

Acqua di giugno rovina il mugnaio.

Mese consacrato al Sacro Cuore di Gesù.

Il due di Giugno è la festa nazionale della nostra Repubblica.

Il giorno 21 alle ore 11:51 si verifica il Solstizio d'Estate, è questo il giorno più lungo.

Giugno, soprannominato anche il Mese del Sole o Mese della Libertà, è il sesto mese dell'anno secondo il calendario gregoriano, ed è il primo mese dell'estate nell'emisfero boreale e il primo dell'inverno nell'emisfero australe; consta di 30 giorni e si colloca nella prima metà di un anno civile. Il nome deriva dalla dea Giunone, moglie di Giove.

L’ appellativo Mese del Sole deriva dal fatto che in corrispondenza del 21º giorno del mese, ovvero nel solstizio d'estate, l'asse terrestre presenta un'inclinazione tale da garantire la massima durata di luce nell'arco di un giorno. In opposizione con il solstizio d'estate, il solstizio d'inverno che cade il 22 dicembre, riproduce il giorno dell'anno solare più corto, in quanto l'asse terrestre tocca un valore di declinazione negativa, rappresentando quindi l'inizio della stagione invernale nell'emisfero boreale. La traduzione inglese del nome, June, viene usata come nome proprio femminile.

“Giugno la falce in pugno”proprio come recita il proverbio, la natura entra finalmente in un intervallo di grande fioritura. Dalla falciatura delle messi al taglio dell'erba nei prati, alla frutta che in molte specie giunge alla giusta maturazione ed è pronta per essere raccolta. Non possiamo certo dimenticare le molteplici specie di fiori che fioriscono e presentano i giardini più colorati in questo rigoglioso momento dell’anno.

Nel mese di giugno…..

Nella notte del 24 giugno San Giovanni si accendono dei falò… .I falò incendiati nei campi in questa notte magica, in tempi antichi ritenuti propiziatori e purificatori, rappresentavano un rito comune a moltissime regioni europee e addirittura nel nord Africa. Gli agricoltori si collocavano soprattutto su delle Alture, ad esempio delle colline, e davano alle fiamme delle grandi accatastamenti di legname e erba. Tutto ciò era fatto in onore del Sole, per ingraziarsene i favori e rendere più lenta idealmente la sua calata lungo l’orizzonte.

Alle volte con le fiamme di questi roghi venivano date alle fiamme delle ruote di fastelli, lasciate precipitare in seguito lungo i declivi, seguite da grida e canti. A scopi purificatori vi si lanciavano dentro cose vecchie, affinché il fumo che ne usciva tenesse lontani spiriti maligni e streghe, che si pensava venissero fuori in questa notte andando avanti e indietro per le campagne alla ricerca di erbe.

In certe zone si incendiava, come per l’epifania un fantoccio, come per incenerire simbolicamente la sventura e le negatività. Per di più si faceva sfilare le greggi tra il fumo dei falò, per fa si che le malattie non potessero colpire queste bestie, e proteggerle da qualunque persona vi potesse gettare malefici e incantesimi. Ugualmente le erbe raccolte in questa magica notte avevano un potere caratteristico, sono infatti in grado di scacciare ogni malattia e tutte le loro qualità e proprietà sono potenziate e alla massima potenza. Era anche possibile realizzare “l’acqua di San Giovanni“: si pigliavano foglie e fiori di lavanda, iperico, mentuccia, ruta e rosmarino e si ponevano in un catino pieno d’acqua che si lasciava per tutta la nottata fuori casa. Il giorno seguente le donne prendevano quest’acqua e si sciacquavano il viso per accrescere la bellezza e proteggersi dalle malattie. All’Alba del 24 giugno i contadini che avevano alberi di noce dovevano invece andare a annodare una corda di spighe di orzo ed avena unite in treccia intorno ai tronchi dei loro alberi. Così facendo avrebbero in seguito raccolto frutti buoni e copiosi, mentre la rugiada della mattina di San Giovanni, come per le popolazioni del nord, aveva il potere di guarire,  depurare e rendere prolifico.

I santi più conosciuti del mese sono

1- Sant'Angela Merici – Nacque a Desenzano, e per contenere l'immoralità fondò a Brescia la Congregazione delle Orsoline che ha per fine l'educazione cristiana delle fanciulle. Buon senso, dolcezza e ottimismo è l'indirizzo dato alle Suore (1470-1540).

1 - San Giustino

2 - Sant'Erasmo vescovo

2 - Ss. Marcellino, Pietro ed Erasmo vescovo, martiri - Marcellino sacerdote e Pietro esorcista, furono decapitati nel 304. Erasmo vescovo fu ucciso a Formia (Latina) intorno al 303.

9 - Sant'Efrem Siro - Nativo di Nisibi (Irak)fu ordinato Diacono dal vescovo e messo a capo di una Scuola. Quando la sua terra d'origine fu invasa dai Persiani di ritirò a Odessa, dove visse una vita da eremita e fondò un'altra Scuola. E' detto la cetra dello Spirito Santo. Era devotissimo di Maria. Morì nel 373.

9 - Ss. Primo e Feliciano martiri - Forse fratelli, sarebbero stati uccisi a Mentana (Roma) intorno al 304. Le loro reliquie si trovano nella Chiesa di Santo Stefano Rotondo sul Celio (Roma).

10 - Sant'Amanzio martire

10 - Santa Margherita regina - Nacque in esilio nel 1045, andò in Inghilterra a 9 anni e sposò il re di Scozia da cui ebbe sei figli. Spese la sua vita per i poveri.

10 - San Zaccaria

11 - San Barnaba apostolo - Era un ebreo nativo di Cipro. Aderì al cristianesimo e diede i suoi beni agli Apostoli, andò in Antiochia a consolare i cristiani novelli e poi a Tarso in cerca di Paolo, che presentò agli Apostoli e che accompagnò nel suo primo viaggio apostolico. Separatosi da Paolo si recò a Cipro dove morì martire intorno al 60.

19 - Ss. Gervasio e Protasio - Martiri milanesi di cui non si conosce la vita ma si sa che i corpi furono ritrovati da S. Ambrogio nel 386.

19 - Santa Giuliana Falconieri - Nacque a Firenze nel 1270 e a 16 anni ricevette da S. Filippo Benizi l'abito delle Mantellate, delle quali è la fondatrice. Durante la sua ultima malattia, non  potendo fare la Comunione a causa di disturbi di stomaco. Si racconta di come la sacra ostia consacrata penetrasse in modo invisibile nel suo petto. Morì nel 1341.

19 - San Romualdo

20 - Sant'Ettore

20 - San Silverio papa - Regnò solo 18 mesi (536-537). Fu mandato in esilio perché non volle fare modifiche al Concilio di Calcedonia.

21 - San Luigi Gonzaga - Nacque nel 1568 vicino a Mantova e visitò le corti di Firenze e di Spagna. A 17 anni rinunciò al principato ed entrò nella Compagnia di Gesù, dove con l'umiltà, il lavoro e l'amore vinse il suo carattere portato alla collera e all'impazienza. Morì di peste presa servendo i malati il 21 giugno 1591.

29 - Ss. Pietro e Paolo - La prima prova sicura della commemorazione della festa dei due Apostoli il 29 giugno risale al III secolo. Il 29 giugno è il giorno del loro martirio avvenuto tra il 64 e il 67 secondo un'antica tradizione romana; mentre, secondo altre fonti, e il giorno della spostamento delle loro reliquie alle Catacombe di Via Appia. S. Pietro fu il primo papa e il primo vescovo di Roma e fu crocefisso con il capo in giù. S. Paolo nacque a Tarso in Cilicia da genitori ebrei e cittadini romani. Studiò legge e si convertì sulla via di Damasco. Fondò Chiese in tutto il mondo allora conosciuto. Durante la sua prima prigionia predicò a Roma e al termine della seconda fu condannato alla decapitazione sulla Via Ostiense.

30 - Santa Emiliana martire

30 - Santa Lucina martire

30 - Ss. Primi Martiri

Date importanti del mese di giugno

1 Giugno. Durante l'Impero Romano si festeggiava Carnalia in onore di Carna.

1 giugno . Festa della Sensa a Venezia. La Festa della Sensa (Festa dell'Ascensione) era una ricorrenza della Repubblica di Venezia in occasione del giorno dell'Ascensione di Cristo (in dialetto veneziano Sensa). Si commemorano due avvenimenti considerevoli per la Repubblica: il 9 maggio dell'anno 1000 quando, il doge Pietro II Orseolo salvò le popolazioni della Dalmazia minacciate dagli Slavi. La data sancì l'inizio dell'espansione veneta nell'Adriatico.

Il secondo avvenimento, è congiunto all'anno 1177, quando, sotto il doge Sebastiano Ziani, Papa Alessandro III e l'imperatore Federico Barbarossa stipularono a Venezia il trattato di pace che pose fine alla diatriba secolare tra Papato e Impero.

In occasione di questa festa si teneva il rito dello Sposalizio del Mare.

2 giugno. Festa della Repubblica Italiana

7 Giugno. Nell'Impero Romano primo giorno dei Vestalia (penus vestae) in onore di Vesta, dea del focolare domestico.
Il 9 giugno, l'animale a lei consacrato, l'asino, non doveva lavorare e portava una ghirlanda di viole frammista a piccole forme di pane.

11 Giugno. Nell'Impero Romano si celebrava Mater Matuta, la dea del mattino, o dell'aurora. Il giorno dei Matrialia a questo culto erano ammesse le donne sposate una sola volta, il cui marito era ancora vivo, mentre le donne schiave ne erano escluse severamente.

13 Giugno. Sant'Antonio da Padova
16 Giugno. Fiaccolata di San Ranieri a Pisa

24 giugno. Nascita di San Giovanni il Battista.

29 Giugno. Santi Pietro e Paolo

Si usava in maremma.

La Tessitora

Un lavoro antico delle nostre nonne era anche quello di fare o farsi con i ferri, calze, maglioni, cappelli di lana o cotone, mutande.

Era cosa comune in tutte le case e in tutti paese vedere queste donne che sferragliando davanti al caminetto oppure, a veglia la sera dopo cena chiacchiera e lavorare prima di andare a letto.

I ferri del mestiere erano la rocca e il fuso.

Oggi poche sono le donne che ricordano e praticano questa antica arte.

Se una famiglia aveva bisogno di una coperta, o delle mutande o calze, non si poteva certo andare al negozio e acquistarlo così facilmente. Proprio no. Allora ci si rivolgeva alla tessitora.

Chi commissionava il lavoro doveva contribuire solo con il filato, e dopo avere ben spiegato la necessità, cominciava il lavoro di questa brava artigiana.

Il lavoro che giorno dopo giorno, veniva fuori come per magia era un prodotto, davvero meraviglioso e soprattutto molto bello e resistente.

Il suo lavoro consisteva nell’uso di un telaio su cui poteva restarci su china anche per delle ore.

L’attività davanti a questo macchinario richieda un’alta specializzazione. Ma come funzionava il telaio? Non era certo facile far intrecciare i filati con i vari fusi e creare degli orli che andavano a formare il tessuto.

Si può dire che con il boom economico questo meraviglioso lavoro praticamente scomparve, lascando il posto alle fabbriche e alle varie aziende specializzate supportate da macchine sempre più sofisticate e altamente tecnologiche, che pian piano fecero scomparire l’abilità di quelle abili dita.

Ne rimane il ricordo in qualche vecchia foto o nei casi più fortunati, in qualche casa o museo che mostrano queste vecchie e splendide macchine usate da queste bravissime donne. Se le osserviamo forse si possono ancora sentire lo sferragliare e chissà anche le canzoni che intonavano queste lavoratrici….

Per lo spirito

Nessuna forma di amore ha tanto rispetto della libertà dell’altro come l’amicizia.
Francesco Alberoni

Chi conosce la verità, la conosce, e chi la conosce, conosce l'eternità. (Confessioni. 7, 10, 16)
Ciò che amo, quando amo il mio Dio. (Confessioni. 10, 6, 8)

È davvero cosa grande e molto rara sorpassare con lo sforzo della mente ogni creatura corporea e incorporea, considerata e riconosciuta come mutabile, e poter giungere alla sostanza immutabile di Dio. (De civ. Dei 11, 2)

Ciò che è creato dallo spirito ha più vita della materia.

Charles Baudelaire

l tiro peggiore che la fortuna possa giocare a un uomo di spirito, è metterlo alle dipendenze di uno sciocco.

Giacomo Casanova

Effemeridi del mese di giugno 2014

Il sole

Effemeridi di Giugno

Le giornate dopo aver raggiunto il massimo della durata dal giorno, sabato 21 alle ore 11:51, in cui si verifica il solstizio, cominceranno, lentamente, giorno dopo giorno ad accorciarsi, fino ad arrivare al 23 di settembre, giorno dell’equinozio di autunno, quando il giorno durerà come la notte.

Il primo di giugno si avranno 15h e 07m di luce e 8he 53m di buio.

Dal primo di giugno siamo nella ventiduesima settimana. Giorni dall'inizio dell'anno: 152. Alla fine dell'anno mancano 213 giorni.

Il primo giugno del 2014 alle 23h 59m corrisponde al Giorno Giuliano 2456810,499.

Il Sole. Tempo locale

Sorgere, tramonto, durata del giorno e passaggio al meridiano (mezzogiorno).

1 Giu 2014

Sorge : 05h08m42s az=58,3°

Tram. : 20h16m17s az=301,9°

Dur. : 15h07m35s

Mer. : 12h42m17s h=+ 69°23,7'

5 Giu 2014

Sorge : 05h07m04s az=57,5°

Tram. : 20h19m11s az=302,6°

Dur. : 15h12m06s

Mer. : 12h42m58s h=+ 69°52,0'

10 Giu 2014

Sorge : 05h05m51s az=56,9°

Tram. : 20h22m14s az=303,2°

Dur. : 15h16m23s

Mer. : 12h43m55s h=+ 70°18,6'

20 Giu 2014

Sorge : 05h06m02s az=56,3°

Tram. : 20h26m05s az=303,7°

Dur. : 15h20m03s

Mer. : 12h46m03s h=+ 70°41,0'

30 Giu 2014

Sorge : 05h09m33s az=56,7°

Tram. : 20h26m33s az=303,2°

Dur. : 15h17m00s

Mer. : 12h48m09s h=+ 70°22,3'

Per chi possiede una meridiana. Per leggere una meridiana.

L’equazione del tempo.

In astronomia l’equazione del tempo è la differenza fra il tempo segnato da una meridiana e quello scandito dai nostri orologi.
L'equazione del tempo è dovuta alla differenza fra il tempo apparente e il tempo medio; in altre parole, è la  differenza fra l'angolo orario del Sole vero e quello del Sole medio (nostri orologi).

Domenica 1 giugno

Equazione del tempo

+02m15s,2

Longitudine media del Sole

69°24'07"

lunedì 30 giugno

Equazione del tempo

-03m33s,7

Longitudine media del Sole

69°59'25"

Fasi della luna

Istanti espressi in tempo civile locale, cioè il tempo scandito dagli orologi del luogo anche con ora legale (se in vigore).

Primo quarto 5 giugno 22:40

Luna piena 13 giugno 06:11

Ultimo quarto 19 giugno 20:38

Luna nuova 27 giugno 10:07

Età della Luna. Il primo di giugno l'età della Luna è di 2 giorni circa .

Si definisce età della luna, a un dato momento, il numero di giorni trascorsi dall'ultimo novilunio fino a quel momento. Per tutti i giorni dell'anno si può dunque esprimere l'età della luna, in genere mediante un numero intero di giorni, trascurando le frazioni.

Consideriamo che (il calcolo è approssimato ad un giorno) la lunazione dura, in media, 29,5 giorni; l'età di 0, di 29 o di 30 giorni rappresenta un novilunio; l'età di 14 o di 15 giorni rappresenta un plenilunio.

Perigeo e Apogeo lunare

Perigeo

Giorno 15 giugno

istante T.U. 03h33m

distanza Km 362.063

Diametro apparente 33'01''

Apogeo

Giorno 30 giugno

Istante T.U. 19h08m

Distanza Km. 405.929

Diametro apparente 29'25''

Il cielo di giugno

Volgendo lo sguardo a nord, noteremo al centro e in alto l’Orsa Minore, con la stella polare e alla sua sinistra (est) l’Orsa Maggiore.

In prossimità dello zenit, la costellazione del Drago e a seguire spostato verso est la brillante Vega della costellazione della Lira.

Un poco più in basso la bella e riconoscibile costellazione del Cigno ( forma di croce) con la luminosa Deneb. Spostandoci più a sud, troveremo l’Aquila che pare librarsi verso oriente attraverso la Via Lattea con la sua stella più luminosa, Altair.

Nel cielo di settentrione risaltano agli occhi le costellazioni di Cefeo e Cassiopea.

Volgendo le spalle al nord, ci accorgeremo che ad ovest il Leone ormai si avvia mesto al tramonto, lasciando il palcoscenico ad altre costellazioni.

In particolare potremo osservare maestose la Vergine e la Bilancia.

Più in basso in parte immerso nel bagliore della Via Lattea, rifulge lo Scorpione con Antares.

Tra lo Scorpione e il Sagittario che lo segue, si nota la misteriosa costellazione di Ofiuco, mentre se alzeremo di più lo sguardo verso l’alto noteremo il luccicare della stella Arturo della costellazione di Boote, con la Corona Boreale e a seguire l’Ercole allungato verso est.

Costellazione della Lira.

La costellazione Lira è una raggruppamento di modeste dimensioni, la cui singolare caratteristica notevole è proprio la presenza della stella Vega, la ? della costellazione, secondo la nomenclatura di Bayer.

Il resto della costellazione è identificabile a sud di Vega, grazie alla coppia di stelle di terza magnitudine ? e ?, che hanno anche i nomi propri di Sheliak e Sulafat. Esaminando con un piccolo binocolo o telescopio la costellazione, si constaterà subito che nei dintorni di Vega è presente una coppia di piccole stelle molto prossime, dello stesso colore azzurro, e di lucentezza effettivamente uguale: si tratta di una delle coppie più belle del cielo ed è nota presso gli astrofili col il termine di Doppia- doppia, giacché, se analizzate con un telescopio, si scopre che entrambe le stelle sono a loro volta doppie.

La Lira è una delle costellazioni più antiche: era conosciuta al tempo dei Greci, e raffigura la lira di Orfeo, uno dei più grandi musicisti della mitologia greca. Tolomeo la riporta nel suo elenco di 48 costellazioni, ed è sopravvissuta fino ai nostri giorni.

Lo sapevi che…….?

Lo sapevate che si può ricavare energia dall’urina?

Dalle ultime statistiche sappiamo che da quest’anno siamo su questo pianeta ben sette miliardi di individui, il che significa che mediamente vengono prodotti e sprecati 10.500 milioni di litri di urina umana ogni giorno, pari a circa 4.500 piscine olimpioniche. Avete capito bene, sprecati. Infatti, gli scienziati si sono resi conto che l’ urina può essere una fonte di energia. In tutti i paesi del mondo si sta lavorando per cercare di trovare dei procedimenti per poterla estrarre e così farla entrare nel circuito delle fonti alternative di energia pulita.

Poiché almeno un settimo della abitanti del pianeta non ha accesso all’elettricità e che il petrolio va sempre più a diminuire, gli studiosi si stanno attivando alacremente per cercare delle soluzioni alternative per produrre energia. A quanto sembra, come detto, questa energia potrebbe essere ricavata proprio dalla nostra urina.

Un team di scienziati della Gran Bretagna è riuscito ad sostentare la batteria di un telefono cellulare con l’urina umana. L’energia ottenuta ha consentito perfino di navigare in Internet e eseguire delle veloci telefonate. Gli studiosi hanno stimato che, facendo degli studi approfonditi, potranno conseguire un criterio per estrarre una quantità di energia che potrebbe rifornire anche dei grandi palazzi.

Per ottenere l’energia, viene impiegata una cella a combustibile microbica, cioè un commutatore di energia che adopera batteri presenti in natura per decomporre la materia organica. Contemporaneamente vengono prodotti elettroni che sono trasformati nell’energia che potrà essere adoperata al posto di altre fonti di energia.

Vulcani

L’energia generata dai vulcani è più complicata da calcolare poiché si dissolve sotto forma di calore, deflagrazioni e terremoti. Facciamo un esempio. Nel 1815 in Indonesia l’eruzione del vulcano Tambora, che causò ben 92.000 vittime sviluppò una energia di più di 17.000 milioni di miliardi di calorie. Numero davvero straordinario. Se facciamo un semplice calcolo, e pensiamo di convertire in elettricità quella quantità otteniamo che sarebbe 25 volte quella usata annualmente dagli USA.

In circa dieci ore di esplosione il monte St. Helens negli USA nel 1980 liberò una energia pari a quella di una atomica ogni 1,2 secondi e lanciò nell’atmosfera da 1 a 2 km cubi di polveri e ceneri. Come si ricorderà quella polvere andò a posizionarsi nelle zone alte dell’atmosfera creando problemi alla meteorologia degli anni a seguire.

Una domanda, una risposta. E’ vero che l’estate dura più dell’inverno?

Chissà quanti ci hanno fatto caso, ma l'estate dura circa quattro giorni in più dell'inverno e la primavera dura circa tre giorni in più dell'autunno. Per questo motivo, dall'equinozio di primavera all'equinozio d'autunno ci sono circa sette giorni in più rispetto all'"altra metà" dell'anno. Nell'emisfero australe, all'opposto, le stagioni sono ribaltate e quindi il discorso è l'opposto.
Per l’esattezza, il periodo delle quattro stagioni si può così suddividere:

  • Primavera: 92 giorni e 20 ore
  • Estate: 93 giorni e 15 ore
  • Autunno: 89 giorni e 19 ore
  • Inverno: 89 giorni

L’ interpretazione di questo fenomeno ci viene data dalle leggi del movimento dei pianeti, cioè le leggi di Keplero.
La Prima Legge di Keplero afferma che l'orbita descritta da un pianeta (e quindi dalla Terra) è un'ellisse, di cui il Sole occupa uno dei due fuochi. Detto ciò, tuttavia non è ancora chiaro la causa per cui la Terra ci mette più tempo a spostarsi per metà dell'ellisse rispetto all'altra. La spiegazione ci viene dalla seconda Legge di Keplero, la quale asserisce che il raggio vettore che congiunge il centro del Sole con il centro del pianeta percorre aree uguali in tempi uguali.

Da ciò deriva che la velocità orbitale non è costante e, i base alla distanza dal Sole, la Terra percorre archi più o meno grandi nella stessa unità di tempo. La velocità orbitale è più alta al perielio (punto più vicino) che si verifica durante l'inverno boreale e più bassa all'afelio (punto più lontano) che si verifica durante l'estate boreale. Dunque la Terra impiega più tempo a percorrere la metà dell'ellisse quando è più lontana dal Sole, e corrisponde al periodo primavera-estate dell'emisfero Nord.
Il fatto che si ha un maggior durata in primavera-estate assicura all'emisfero boreale un'insolazione più grande rispetto all'emisfero australe, in parte però bilanciata dal fatto che durante l'estate boreale la Terra si trova nel punto della sua orbita più distante dal Sole. Considerando i due effetti, si stima nel corso dell'anno, un irradiazione del sette per cento maggiore per l'emisfero boreale rispetto all'emisfero australe.

Curiosità scientifiche

L’animale più veloce.

L'animale che riesce a toccare la più alta velocità è un uccello rapace, il falco pellegrino, che gettandosi in picchiata è in grado di superare i 320 km/h. Le prede del falco pellegrino sono altri uccelli, come colombi e anatre selvatiche, che vengono raggiunti in picchiata a mezz'aria e attaccati con i potenti artigli. Solo così può riuscire il falco pellegrino a dargli la caccia, dato che nel volo orizzontale non avrebbe molte possibilità di raggiungerli e stordirli.

Sulla terraferma il più rapido è il ghepardo che è in grado di toccare anche se per brevi tratti la velocità di 115 km/h. Per arrivare ai 100 km/h da fermo impiega solamente 3 secondi poi nondimeno, se non riesce ad afferrare la preda entro poche centinaia di metri, è obbligato a rinunciare perché non è provvisto di molta resistenza. Il ghepardo appartiene alla famiglia dei felidi ma presenta alcune particolarità uniche che lo distinguono da tutti gli altri felini: una in particolare; le unghie non retrattili, in aggiunta a tante altre peculiarità che lo rendono uno straordinario corridore.

Dopo il cielo e la terra qual è l'animale più veloce nell'acqua? La risposta non è poi così banale in quanto le valutazioni quantitative sott'acqua sono alquanto intricate. Comunque il primato dovrebbe spettare al pesce vela, conosciuto anche come marlin, che può superare i 100 km/h.

Dizionario astronomico

Brahe, Tyco

Astronomo danese nato a Skane nel 1546 e morto a Praga nel 1601. Osservando ad occhio nudo, ottenne le misure di posizione più precise dell'epoca pre-telescopica (a meno di 1 minuto d'arco), impiegando quadranti ed archi meridiani da lui stesso costruiti. Nel 1578 scoprì nella costellazione di Cassiopea una stella nova e tra il 1577 e il 1578 osservò una cometa, per la quale stabilì che si muoveva negli spazi inter-planetari, suscitando scalpore in quanto allora si riteneva che le comete fossero fenomeni del mondo sub-lunare. Approdato a Praga nel 1599 ebbe tra i suoi collaboratori Keplero. Propose un modello cosmologico intermedio tra il Tolemaico e il Copernicano, dove i pianeti ruotano intomo al Sole, ma questi, con la Luna, intomo alla Terra.

Bremsstranlung (o frenamento)

Termine tedesco che indica uno dei modi di interazione delle particene con la materia. Si ha quando una particella carica, passando nelle vicinanze di un nucleo, viene bruscamente rallentata dal suo campo elettrico. Il fenomeno è accompagnato dalla emissione di radiazione elettromagnetica (radiazione di -): si ritiene che questo sia uno dei modi in cui si producono i raggi gamma cosmici per effetto del frenamento di raggi cosmici molto energetici da parte della materia interstellare.

Brillamento

Conosciuto anche con il termine di eruzione cromosferica ed è un improvviso rilascio di energia sotto forma di radiazione di particene che interessa una area del Sole o di altre stelle. Normalmente si produce e svanisce nel corso di una ventina di minuti. Molto spettacolari se osservati nella riga H-alfa dell'idrogeno (v. Balmer, serie di), i - sono di forma e di estensione variabile. Raggiungono la massima frequenza di produzione e di estensione in corrispondenza al massimo sviluppo del gruppo di macchie a cui sono associati.

Buco nero

Un oggetto celeste collassato tale per cui la velocità di fuga alla sua superficie è maggiore della velocità della luce. Da tale oggetto nessun corpo materiale può dunque sfuggire e neppure la luce: se anche il - emettesse radiazione, questa verrebbe ricatturata così come un sasso lanciato verso l'alto per un po’ si solleva ma poi ritorna a terra richiamato dalla gravita. Il nome "nero" deriva appunto dall'impossibilità teorica di "vedere" tale oggetto. Si ipotizza l'esistenza di tre tipi di -: i - supermassicci, con massa dell'ordine delle centinaia di milioni di masse solari si pensa siano i responsabili della fenomenologia osservata nei nuclei delle galassie attive e dei quasar; i mini - sono oggetti di dimensioni ultramicroscopiche, formatisi forse nelle prime fasi dell'evoluzione universale; infine, i - di taglia stellare, con masse pari a decine di masse solari o anche meno, prodotto ultimo dell'evoluzione di stelle giganti. A tutt'oggi non si ha la prova osservativa diretta della reale esistenza dei -; tuttavia esistono prove indirette e molti oggetti galattici ed extragalattici sono studiati come possibili candidati.

Astronomia elementare. Un po’ di nozioni per osservare il cielo.

L’angolo di rifrazione atmosferica è più grande per un raggio di luce orizzontale, ovvero proveniente da un astro all’orizzonte. Pur essendo leggermente variabile a seconda delle caratteristiche fisiche degli strati di atmosfera attraversati (temperatura, pressione, grado di umidità), per l’angolo di rifrazione atmosferica di un raggio di luce orizzontale si assume il valore medio di –0°34’ (ossia poco più di mezzo grado). L’angolo di rifrazione diminuisce con l’aumentare dell’altezza dell’astro rispetto all’orizzonte, per annullarsi per un raggio di luce proveniente dallo zenit.

Gli Antichi e l’astronomia.

I miti del cielo (continua)

È in questo retroterra che bisogna pensare il susseguirsi di imponenti fenomeni, meteorologici o astronomici, che si rappresentano in cielo. L’uomo primitivo vede esplodere nel suo profondo, nostalgiche sensazioni colme di emozioni viscerali. Il lampeggiare del fulmine, il rimbombo del tuono che ne consegue, le scroscio potente delle piogge che conducono con impeto all'inondazione, e che al povero ed indifeso uomo del tempo paiono le gesta di un Dio collerico che dall’alto della volta celeste, manda sulla Terra tutta la sua rabbia.

Ma si genera ancor più terrore quando di notte all’ improvviso compare fra le calme stelle la striscia bella e terrorizzante di una cometa. Oppure, quando all’ improvviso… un eclisse di Luna fa divenire nera la bianca e pallida Luna che inondava fino a qualche minuto prima luce e visibilità. Ma quanto terrore, portava invece l’eclisse totale di Sole, che fa diventare il giorno notte.

Si radicò nel profondo dell’anima il fatto che esistevano lassù delle forze cosmiche, che dalla loro potenza si scaturivano forze immani.

Il nostro lontano progenitore per ogni evento atmosferico o astronomico, fece coincidere una o più divinità che agivano per mezzo della loro potente volontà sulla natura.

Nacque la mitologia, colma di storie e di esseri, divini preumani, o animali che popolavano territori celesti o terrestri e che si interessavano alle vicende degli uomini sulla terra.

Per ogni evento c’era un dio o una divinità. Il cielo comincio a popolarsi di eroi, mostri, guerrieri e bellissime principesse. Le costellazioni e le stelle portano i loro nomi immortalandone le gesta eroiche.

Dunque anche i fenomeni giornalieri e da cui dipende la vita sulla Terra, come ad esempio il sorgere ed il tramontare del Sole e della Luna, le fasi della Luna, hanno origine da esseri divini e che addirittura sono il corpo celeste o lo guidano. Ritenevano che qualsiasi corpo celeste era vivo e cosciente, addirittura poteva avere emozioni e caratteristiche quasi umane. Ed allora era vitale ingraziarsene i favori. Divenne così oggetto di venerazione.

Nacque il culto del Sole, della Luna, e di alcune stelle (vedi Sirio per gli Egiziani) o delle pleiadi. Addirittura alcune pietre (meteoriti) cadute dal cielo dettero il principio a culti religiosi.

Lo sciamano, lo stregone che si trova al centro della comunità e della tribù, cercava con il fare e la sua cultura di creare l’unità della sua gente.

Forse da qui nasce il bisogno inconscio della divinità, il bisogno di comunicare con Dio. Questo sentimento veniva sempre attivato e si alimentava alzando la testa verso il cielo, specie di notte nella contemplazione delle stelle.

I sovrani di tutti i popoli del pianeta faranno discendere da li, dal cielo, il loro potere.

L'imperatore del Giappone o della Cina viene denominato «Figlio del Cielo». Ad esempio in Giappone dove si afferma ciò, l’essere supremo è l’unione tra i fenomeni astronomici e meteorologici. Ci si rivolgerà a lui per la clemenza nei casi di un loro infuriare. Anche la letteratura sia orientale che occidentale, abbondano di poemi, poesie e racconti che hanno per oggetto il cielo in tutte le sue più alte e profonde manifestazioni.

Notizie dal cosmo

Plutone non è più un pianeta.

Il pianeta Plutone fu scoperto nel lontano 1930 e immediatamente venne immesso nel catalogo dei pianeti del Sistema Solare. Fino al 1978 si pensava che fosse più molto grande di Mercurio ma la scoperta del suo satellite Caronte fece intendere quale fosse la sua vera massa: circa un ventesimo di quella di Mercurio e un quinto di quella della nostra Luna. Nonostante ciò, restava in ogni modo indiscutibilmente più grande di Cerere, il maggiore degli oggetti presenti nella fascia principale degli asteroidi.
Nell’anno 2005 però furono scoperti altri tre nuovi oggetti: Quaoar, Sedna ed Eris, che presentavano grandezze comparabili a quelle di Plutone. Di fronte a queste nuove realtà, nacque la necessità di ridefinire la classificazione di questi corpi, e cioè se andavano considerati come pianeti ovvero declassare Plutone. L’anno dopo fu appurato che Eris era perfino più grande di Plutone e si cominciò a parlare di Decimo Pianeta. Del famoso decimo pianeta, di cui si parlava fin dall’ottocento.

Nell'agosto del 2006, nel corso della ventiseiesima Assemblea Generale dell'Unione Astronomica Internazionale, si giunge all’accordo di creare una nuova classe di pianeti detti “pianeti nani”, ovverosia corpi celesti in orbita intorno al Sole, con massa sufficiente affinché la loro gravità spicchi sulle forze di corpo rigido in modo tale da raggiungere una forma di equilibrio idrostatico (quasi sferica), che nondimeno, non abbiano pulito le vicinanze dai detriti spaziali attorno alla loro orbita, e che non siano un satellite. La diversità con i pianeti sta nel fatto che questi ultimi hanno ripulito le prossimità intorno alla propria orbita. Plutone, Cerere ed Eris furono attribuiti alla nuova classe. Nel 2008 altri due oggetti, Haumea e Makemake, sono stati raggruppati tra i pianeti nani e un'altra decina di corpi celesti scoperti di recente sono aspiranti a diventarlo a breve.

Meteorologia

Contadino meteorologo

Previsioni meteorologiche dei nostri contadini.

L’acqua per San Giuan, porta via il vino e non da pan.

Se piove nel giorno della festa di San Giovanni è un toccasana per le viti, ma non per il grano.

Se piove per il giorno di Dan Giovanni seccano anche le fontane.

Quando piove per San Pietro, castagne come pietre.

Aria rossa, o piscia o soffia.

Attribuiti ai vari fenomeni atmosferici

Dalla fisica sappiamo che un corpo in caduta libera in un fluido non accelera all'infinito, ma si consolida ad una certa velocità massima, detta velocità limite. Tale limite viene raggiunto perché il corpo è sottoposto a due forze: la forza di gravità che è costante e lo fa accelerare, e la forza di opposizione del fluido che aumenta al crescere della velocità e lo fa rallentare. Nel momento in cui la forza di resistenza giunge all'intensità della forza di gravità la massa smette di accelerare e si muove a velocità costante.
Un chicco di grandine di media grandezza che cade nell'aria (il fluido) tocca una velocità limite di circa 180 km/h. Una goccia di pioggia invece raramente supera i 30 km/h.

Una curiosità

Novità dal mondo della scienza.

La cintura di Fuoco. Il termine cintura di fuoco viene usato per individuare una zona, a forma di ferro di cavallo e lunga oltre 40.000 km, che si sviluppa lungo i margini dell'Oceano Pacifico. Tale appellativo deriva dalla concentrazione di vulcani, si tratta di un percorso vulcanico effettivamente continuo e dalla considerevole sismicità. Il 75% di tutti i vulcani del mondo sono situati in questa area e si stima che il 90% dei terremoti mondiali abbia luogo proprio all'interno di questa fascia. Tra l'altro, i dieci terremoti più forti della storia da quando vengono catalogati, si sono verificati nella cintura di fuoco. La causa di tutto questo è da ricercarsi nei movimenti delle placche continentali, che stanno causando una graduale riduzione dell'Oceano Pacifico. Sia sul lato americano sia sul lato asiatico, la placca oceanica sprofonda (subduce) al di sotto delle placche continentali di America e Asia, determinando l’ ascensione di gigantesche quantità di magma e numerosissime e violentissime scosse sismiche.

 

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Mese di Maggio

Acqua di Maggio è come la parola di un Saggio

Il lino per San Bernardino (20 maggio) vuol fiorire alto o piccino.
Nel mese di maggio fornisciti di legna e di formaggio.
Maggio asciutto ma non tutto, gran per tutto; maggio molle, lin per le donne.
Per sant' Urbano (25 maggio) il frumento è fatto grano (o ha granito).

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Il cielo di Novembre

In questo mese si vedono troneggiare alte in cielo le costellazioni di Pegaso, distinguibile per le sue quattro stelle ordinate a formare un grande Quadrato, da Andromeda, con la sua famoso galassia da cui prende il nome, e dal Cigno.

Nel quadrante est si apprestano a sorgere le costellazioni che saranno visibili nei mesi invernali: l'Auriga, con la sua luminosissima Capella, e il Toro, con l’ ammiratissimo ammasso delle Pleiadi e delle Iadi. La stella da fiammeggianti colori rossastri, Aldebaran annuncia il vicinissimo sorgere della bellissima costellazione di Orione.

Il versante sud si mostra misero di stelle apprezzabili: l'unica di un certo rilievo è Fomalhaut, la stella Alfa del Pesce Australe; nelle zone d’Italia poste più a sud, è possibile vedere, bassa sull'orizzonte, la coppia di stelle Alfa e Beta della Gru. L'Aquario è la costellazione che più di tutte spicca nel cielo del sud.

A settentrione, il Grande Carro dell'Orsa Maggiore sfiora l'orizzonte, intanto che il cielo è governato dalla caratteristica "W" di Cassiopea, distinguibile lungo la Via Lattea, in un punto proprio all’opposto del Grande Carro rispetto alla Stella Polare.

La volta celeste ad occidente esibisce ancora le stelle proprie del cielo estivo, in particolare il celebre disegno di stelle del Triangolo Estivo, oltrepassato dalla Via Lattea, sempre più vicino al tramonto. La costellazione del Sagittario ancora può essere osservata nelle prime ore della sera.


Storia delle costellazioni dello zodiaco.

La suddivisione dell’eclittica in segni zodiacali fu intrapresa dai Caldei (Babilonesi) nel 500 a.C. Questa ripartizione dell’eclittica in 12 zone di uguale longitudine risulta essere il più arcaico sistema di coordinate celesti giunto fino a noi.

Il calendario babilonese attribuiva un segno a ciascun mese dell’anno, principiando dalla posizione del Sole all’equinozio di primavera (21 marzo) che, a quei tempi, era nella costellazione dell’Ariete. Ed è per questo che la prima costellazione dello zodiaco è ancora chiamata Ariete, nonostante che nei millenni l’equinozio di primavera si sia mosso dalla costellazione dell’Ariete a causa della precessione dell’asse di rotazione terrestre. I segni zodiacali sono un’astrazione delle costellazioni, pensati per rappresentare ciascuno fedelmente un dodicesimo dell’intero cerchio dell’eclittica (30°), che è, come sappiamo, il tragitto coperto dal Sole in circa 30 giorni. Le costellazioni invece hanno estensioni diverse tra loro. Per fare un esempio e prendiamo la costellazione Vergine, vedremo che riveste una porzione di eclittica cinque volte più grande dello Scorpione. I moderni confini delle 88 costellazioni ufficiali sono stati stabiliti dall’Unione Astronomica Internazionale (IAU) nel 1930. In base a questa divisione il cammino dell’eclittica ora passa attraverso 13 costellazioni: le dodici costellazioni zodiacali tradizionali più l’Ofiuco, la cui parte posta a sud si situa tra lo Scorpione e il Sagittario. Ofiuco è una costellazione conosciuta fin dall’antichità, ma storicamente non inserita tra quelle zodiacali.


Una stella alla volta. Parliamo adesso della stella Antares, che risulta essere la stella più splendente della costellazione dello Scorpione. Con una magnitudine apparente 1,07 Antares è al sedicesimo posto come stella più luminosa dell’intera volta celeste. La possiamo trovare con una certa facilità al centro della costellazione dello Scorpione, se non altro per il suo colore rosso-arancio che risalta fra le stelle che la attorniano, che sono per contro quasi tutte di colore azzurro. Per la precisione Antares è una supergigante rossa ubicata a circa 600 anni luce dal sistema solare. Presenta un raggio pari a circa 800 volte quello del nostro Sole e risulta una degli astri più grandi che si conoscano. Appartiene all’emisfero meridionale, cioè a sud dell’Equatore, ma è ben visibile anche da noi.

 

 


 

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