Home Almanacco ed Effemeridi del mese

Le effemeridi del Sole, Luna e gli altri corpi celesti sono calcolate per la latitudine e la longitudine di Grosseto.

Latitudine : 42° 45’ 33” Caposaldo ( Cattedrale)

Longitudine : 11° 06’ 45’’ E). 0 (h) 44(m) 27(s) .(Rispetto a Greenwich)

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Mese di luglio

A luglio gran calura, a gennaio gran freddura.

Chi vuole un buon rapuglio, lo semini in luglio.
D'aprile non ti scoprire, di maggio vai adagio,

di giugno cavati il codigugno,

e se non pare tòrnatelo a infilare; di luglio vattene ignudo.

Fino a Santa Margherita (20 luglio) il gran cresce nella bica.
Per Santa Maria Maddalena (22 luglio) si taglia la vena.
Per Santa Cristina (24 luglio), la sementa della saggina.
Luglio dal gran caldo, bevi ben e batti saldo.

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Mese di Giugno

Giugno la falce in pugno

Giugno ha tesori in pugno:
raccolti e promozioni, nozze e delusioni.

Chi semina in ottobre miete in giugno.

Giugno ciliegie a pugno.

Fave e piselli sono la spia della buona annata.

Giugno ventoso, porta presto il grano sull’aia.

Acqua di giugno rovina il mugnaio.

Mese consacrato al Sacro Cuore di Gesù.

Il due di Giugno è la festa nazionale della nostra Repubblica.

Il giorno 21 alle ore 11:51 si verifica il Solstizio d'Estate, è questo il giorno più lungo.

Giugno, soprannominato anche il Mese del Sole o Mese della Libertà, è il sesto mese dell'anno secondo il calendario gregoriano, ed è il primo mese dell'estate nell'emisfero boreale e il primo dell'inverno nell'emisfero australe; consta di 30 giorni e si colloca nella prima metà di un anno civile. Il nome deriva dalla dea Giunone, moglie di Giove.

L’ appellativo Mese del Sole deriva dal fatto che in corrispondenza del 21º giorno del mese, ovvero nel solstizio d'estate, l'asse terrestre presenta un'inclinazione tale da garantire la massima durata di luce nell'arco di un giorno. In opposizione con il solstizio d'estate, il solstizio d'inverno che cade il 22 dicembre, riproduce il giorno dell'anno solare più corto, in quanto l'asse terrestre tocca un valore di declinazione negativa, rappresentando quindi l'inizio della stagione invernale nell'emisfero boreale. La traduzione inglese del nome, June, viene usata come nome proprio femminile.

“Giugno la falce in pugno”proprio come recita il proverbio, la natura entra finalmente in un intervallo di grande fioritura. Dalla falciatura delle messi al taglio dell'erba nei prati, alla frutta che in molte specie giunge alla giusta maturazione ed è pronta per essere raccolta. Non possiamo certo dimenticare le molteplici specie di fiori che fioriscono e presentano i giardini più colorati in questo rigoglioso momento dell’anno.

Nel mese di giugno…..

Nella notte del 24 giugno San Giovanni si accendono dei falò… .I falò incendiati nei campi in questa notte magica, in tempi antichi ritenuti propiziatori e purificatori, rappresentavano un rito comune a moltissime regioni europee e addirittura nel nord Africa. Gli agricoltori si collocavano soprattutto su delle Alture, ad esempio delle colline, e davano alle fiamme delle grandi accatastamenti di legname e erba. Tutto ciò era fatto in onore del Sole, per ingraziarsene i favori e rendere più lenta idealmente la sua calata lungo l’orizzonte.

Alle volte con le fiamme di questi roghi venivano date alle fiamme delle ruote di fastelli, lasciate precipitare in seguito lungo i declivi, seguite da grida e canti. A scopi purificatori vi si lanciavano dentro cose vecchie, affinché il fumo che ne usciva tenesse lontani spiriti maligni e streghe, che si pensava venissero fuori in questa notte andando avanti e indietro per le campagne alla ricerca di erbe.

In certe zone si incendiava, come per l’epifania un fantoccio, come per incenerire simbolicamente la sventura e le negatività. Per di più si faceva sfilare le greggi tra il fumo dei falò, per fa si che le malattie non potessero colpire queste bestie, e proteggerle da qualunque persona vi potesse gettare malefici e incantesimi. Ugualmente le erbe raccolte in questa magica notte avevano un potere caratteristico, sono infatti in grado di scacciare ogni malattia e tutte le loro qualità e proprietà sono potenziate e alla massima potenza. Era anche possibile realizzare “l’acqua di San Giovanni“: si pigliavano foglie e fiori di lavanda, iperico, mentuccia, ruta e rosmarino e si ponevano in un catino pieno d’acqua che si lasciava per tutta la nottata fuori casa. Il giorno seguente le donne prendevano quest’acqua e si sciacquavano il viso per accrescere la bellezza e proteggersi dalle malattie. All’Alba del 24 giugno i contadini che avevano alberi di noce dovevano invece andare a annodare una corda di spighe di orzo ed avena unite in treccia intorno ai tronchi dei loro alberi. Così facendo avrebbero in seguito raccolto frutti buoni e copiosi, mentre la rugiada della mattina di San Giovanni, come per le popolazioni del nord, aveva il potere di guarire,  depurare e rendere prolifico.

I santi più conosciuti del mese sono

1- Sant'Angela Merici – Nacque a Desenzano, e per contenere l'immoralità fondò a Brescia la Congregazione delle Orsoline che ha per fine l'educazione cristiana delle fanciulle. Buon senso, dolcezza e ottimismo è l'indirizzo dato alle Suore (1470-1540).

1 - San Giustino

2 - Sant'Erasmo vescovo

2 - Ss. Marcellino, Pietro ed Erasmo vescovo, martiri - Marcellino sacerdote e Pietro esorcista, furono decapitati nel 304. Erasmo vescovo fu ucciso a Formia (Latina) intorno al 303.

9 - Sant'Efrem Siro - Nativo di Nisibi (Irak)fu ordinato Diacono dal vescovo e messo a capo di una Scuola. Quando la sua terra d'origine fu invasa dai Persiani di ritirò a Odessa, dove visse una vita da eremita e fondò un'altra Scuola. E' detto la cetra dello Spirito Santo. Era devotissimo di Maria. Morì nel 373.

9 - Ss. Primo e Feliciano martiri - Forse fratelli, sarebbero stati uccisi a Mentana (Roma) intorno al 304. Le loro reliquie si trovano nella Chiesa di Santo Stefano Rotondo sul Celio (Roma).

10 - Sant'Amanzio martire

10 - Santa Margherita regina - Nacque in esilio nel 1045, andò in Inghilterra a 9 anni e sposò il re di Scozia da cui ebbe sei figli. Spese la sua vita per i poveri.

10 - San Zaccaria

11 - San Barnaba apostolo - Era un ebreo nativo di Cipro. Aderì al cristianesimo e diede i suoi beni agli Apostoli, andò in Antiochia a consolare i cristiani novelli e poi a Tarso in cerca di Paolo, che presentò agli Apostoli e che accompagnò nel suo primo viaggio apostolico. Separatosi da Paolo si recò a Cipro dove morì martire intorno al 60.

19 - Ss. Gervasio e Protasio - Martiri milanesi di cui non si conosce la vita ma si sa che i corpi furono ritrovati da S. Ambrogio nel 386.

19 - Santa Giuliana Falconieri - Nacque a Firenze nel 1270 e a 16 anni ricevette da S. Filippo Benizi l'abito delle Mantellate, delle quali è la fondatrice. Durante la sua ultima malattia, non  potendo fare la Comunione a causa di disturbi di stomaco. Si racconta di come la sacra ostia consacrata penetrasse in modo invisibile nel suo petto. Morì nel 1341.

19 - San Romualdo

20 - Sant'Ettore

20 - San Silverio papa - Regnò solo 18 mesi (536-537). Fu mandato in esilio perché non volle fare modifiche al Concilio di Calcedonia.

21 - San Luigi Gonzaga - Nacque nel 1568 vicino a Mantova e visitò le corti di Firenze e di Spagna. A 17 anni rinunciò al principato ed entrò nella Compagnia di Gesù, dove con l'umiltà, il lavoro e l'amore vinse il suo carattere portato alla collera e all'impazienza. Morì di peste presa servendo i malati il 21 giugno 1591.

29 - Ss. Pietro e Paolo - La prima prova sicura della commemorazione della festa dei due Apostoli il 29 giugno risale al III secolo. Il 29 giugno è il giorno del loro martirio avvenuto tra il 64 e il 67 secondo un'antica tradizione romana; mentre, secondo altre fonti, e il giorno della spostamento delle loro reliquie alle Catacombe di Via Appia. S. Pietro fu il primo papa e il primo vescovo di Roma e fu crocefisso con il capo in giù. S. Paolo nacque a Tarso in Cilicia da genitori ebrei e cittadini romani. Studiò legge e si convertì sulla via di Damasco. Fondò Chiese in tutto il mondo allora conosciuto. Durante la sua prima prigionia predicò a Roma e al termine della seconda fu condannato alla decapitazione sulla Via Ostiense.

30 - Santa Emiliana martire

30 - Santa Lucina martire

30 - Ss. Primi Martiri

Date importanti del mese di giugno

1 Giugno. Durante l'Impero Romano si festeggiava Carnalia in onore di Carna.

1 giugno . Festa della Sensa a Venezia. La Festa della Sensa (Festa dell'Ascensione) era una ricorrenza della Repubblica di Venezia in occasione del giorno dell'Ascensione di Cristo (in dialetto veneziano Sensa). Si commemorano due avvenimenti considerevoli per la Repubblica: il 9 maggio dell'anno 1000 quando, il doge Pietro II Orseolo salvò le popolazioni della Dalmazia minacciate dagli Slavi. La data sancì l'inizio dell'espansione veneta nell'Adriatico.

Il secondo avvenimento, è congiunto all'anno 1177, quando, sotto il doge Sebastiano Ziani, Papa Alessandro III e l'imperatore Federico Barbarossa stipularono a Venezia il trattato di pace che pose fine alla diatriba secolare tra Papato e Impero.

In occasione di questa festa si teneva il rito dello Sposalizio del Mare.

2 giugno. Festa della Repubblica Italiana

7 Giugno. Nell'Impero Romano primo giorno dei Vestalia (penus vestae) in onore di Vesta, dea del focolare domestico.
Il 9 giugno, l'animale a lei consacrato, l'asino, non doveva lavorare e portava una ghirlanda di viole frammista a piccole forme di pane.

11 Giugno. Nell'Impero Romano si celebrava Mater Matuta, la dea del mattino, o dell'aurora. Il giorno dei Matrialia a questo culto erano ammesse le donne sposate una sola volta, il cui marito era ancora vivo, mentre le donne schiave ne erano escluse severamente.

13 Giugno. Sant'Antonio da Padova
16 Giugno. Fiaccolata di San Ranieri a Pisa

24 giugno. Nascita di San Giovanni il Battista.

29 Giugno. Santi Pietro e Paolo

Si usava in maremma.

La Tessitora

Un lavoro antico delle nostre nonne era anche quello di fare o farsi con i ferri, calze, maglioni, cappelli di lana o cotone, mutande.

Era cosa comune in tutte le case e in tutti paese vedere queste donne che sferragliando davanti al caminetto oppure, a veglia la sera dopo cena chiacchiera e lavorare prima di andare a letto.

I ferri del mestiere erano la rocca e il fuso.

Oggi poche sono le donne che ricordano e praticano questa antica arte.

Se una famiglia aveva bisogno di una coperta, o delle mutande o calze, non si poteva certo andare al negozio e acquistarlo così facilmente. Proprio no. Allora ci si rivolgeva alla tessitora.

Chi commissionava il lavoro doveva contribuire solo con il filato, e dopo avere ben spiegato la necessità, cominciava il lavoro di questa brava artigiana.

Il lavoro che giorno dopo giorno, veniva fuori come per magia era un prodotto, davvero meraviglioso e soprattutto molto bello e resistente.

Il suo lavoro consisteva nell’uso di un telaio su cui poteva restarci su china anche per delle ore.

L’attività davanti a questo macchinario richieda un’alta specializzazione. Ma come funzionava il telaio? Non era certo facile far intrecciare i filati con i vari fusi e creare degli orli che andavano a formare il tessuto.

Si può dire che con il boom economico questo meraviglioso lavoro praticamente scomparve, lascando il posto alle fabbriche e alle varie aziende specializzate supportate da macchine sempre più sofisticate e altamente tecnologiche, che pian piano fecero scomparire l’abilità di quelle abili dita.

Ne rimane il ricordo in qualche vecchia foto o nei casi più fortunati, in qualche casa o museo che mostrano queste vecchie e splendide macchine usate da queste bravissime donne. Se le osserviamo forse si possono ancora sentire lo sferragliare e chissà anche le canzoni che intonavano queste lavoratrici….

Per lo spirito

Nessuna forma di amore ha tanto rispetto della libertà dell’altro come l’amicizia.
Francesco Alberoni

Chi conosce la verità, la conosce, e chi la conosce, conosce l'eternità. (Confessioni. 7, 10, 16)
Ciò che amo, quando amo il mio Dio. (Confessioni. 10, 6, 8)

È davvero cosa grande e molto rara sorpassare con lo sforzo della mente ogni creatura corporea e incorporea, considerata e riconosciuta come mutabile, e poter giungere alla sostanza immutabile di Dio. (De civ. Dei 11, 2)

Ciò che è creato dallo spirito ha più vita della materia.

Charles Baudelaire

l tiro peggiore che la fortuna possa giocare a un uomo di spirito, è metterlo alle dipendenze di uno sciocco.

Giacomo Casanova

Effemeridi del mese di giugno 2014

Il sole

Effemeridi di Giugno

Le giornate dopo aver raggiunto il massimo della durata dal giorno, sabato 21 alle ore 11:51, in cui si verifica il solstizio, cominceranno, lentamente, giorno dopo giorno ad accorciarsi, fino ad arrivare al 23 di settembre, giorno dell’equinozio di autunno, quando il giorno durerà come la notte.

Il primo di giugno si avranno 15h e 07m di luce e 8he 53m di buio.

Dal primo di giugno siamo nella ventiduesima settimana. Giorni dall'inizio dell'anno: 152. Alla fine dell'anno mancano 213 giorni.

Il primo giugno del 2014 alle 23h 59m corrisponde al Giorno Giuliano 2456810,499.

Il Sole. Tempo locale

Sorgere, tramonto, durata del giorno e passaggio al meridiano (mezzogiorno).

1 Giu 2014

Sorge : 05h08m42s az=58,3°

Tram. : 20h16m17s az=301,9°

Dur. : 15h07m35s

Mer. : 12h42m17s h=+ 69°23,7'

5 Giu 2014

Sorge : 05h07m04s az=57,5°

Tram. : 20h19m11s az=302,6°

Dur. : 15h12m06s

Mer. : 12h42m58s h=+ 69°52,0'

10 Giu 2014

Sorge : 05h05m51s az=56,9°

Tram. : 20h22m14s az=303,2°

Dur. : 15h16m23s

Mer. : 12h43m55s h=+ 70°18,6'

20 Giu 2014

Sorge : 05h06m02s az=56,3°

Tram. : 20h26m05s az=303,7°

Dur. : 15h20m03s

Mer. : 12h46m03s h=+ 70°41,0'

30 Giu 2014

Sorge : 05h09m33s az=56,7°

Tram. : 20h26m33s az=303,2°

Dur. : 15h17m00s

Mer. : 12h48m09s h=+ 70°22,3'

Per chi possiede una meridiana. Per leggere una meridiana.

L’equazione del tempo.

In astronomia l’equazione del tempo è la differenza fra il tempo segnato da una meridiana e quello scandito dai nostri orologi.
L'equazione del tempo è dovuta alla differenza fra il tempo apparente e il tempo medio; in altre parole, è la  differenza fra l'angolo orario del Sole vero e quello del Sole medio (nostri orologi).

Domenica 1 giugno

Equazione del tempo

+02m15s,2

Longitudine media del Sole

69°24'07"

lunedì 30 giugno

Equazione del tempo

-03m33s,7

Longitudine media del Sole

69°59'25"

Fasi della luna

Istanti espressi in tempo civile locale, cioè il tempo scandito dagli orologi del luogo anche con ora legale (se in vigore).

Primo quarto 5 giugno 22:40

Luna piena 13 giugno 06:11

Ultimo quarto 19 giugno 20:38

Luna nuova 27 giugno 10:07

Età della Luna. Il primo di giugno l'età della Luna è di 2 giorni circa .

Si definisce età della luna, a un dato momento, il numero di giorni trascorsi dall'ultimo novilunio fino a quel momento. Per tutti i giorni dell'anno si può dunque esprimere l'età della luna, in genere mediante un numero intero di giorni, trascurando le frazioni.

Consideriamo che (il calcolo è approssimato ad un giorno) la lunazione dura, in media, 29,5 giorni; l'età di 0, di 29 o di 30 giorni rappresenta un novilunio; l'età di 14 o di 15 giorni rappresenta un plenilunio.

Perigeo e Apogeo lunare

Perigeo

Giorno 15 giugno

istante T.U. 03h33m

distanza Km 362.063

Diametro apparente 33'01''

Apogeo

Giorno 30 giugno

Istante T.U. 19h08m

Distanza Km. 405.929

Diametro apparente 29'25''

Il cielo di giugno

Volgendo lo sguardo a nord, noteremo al centro e in alto l’Orsa Minore, con la stella polare e alla sua sinistra (est) l’Orsa Maggiore.

In prossimità dello zenit, la costellazione del Drago e a seguire spostato verso est la brillante Vega della costellazione della Lira.

Un poco più in basso la bella e riconoscibile costellazione del Cigno ( forma di croce) con la luminosa Deneb. Spostandoci più a sud, troveremo l’Aquila che pare librarsi verso oriente attraverso la Via Lattea con la sua stella più luminosa, Altair.

Nel cielo di settentrione risaltano agli occhi le costellazioni di Cefeo e Cassiopea.

Volgendo le spalle al nord, ci accorgeremo che ad ovest il Leone ormai si avvia mesto al tramonto, lasciando il palcoscenico ad altre costellazioni.

In particolare potremo osservare maestose la Vergine e la Bilancia.

Più in basso in parte immerso nel bagliore della Via Lattea, rifulge lo Scorpione con Antares.

Tra lo Scorpione e il Sagittario che lo segue, si nota la misteriosa costellazione di Ofiuco, mentre se alzeremo di più lo sguardo verso l’alto noteremo il luccicare della stella Arturo della costellazione di Boote, con la Corona Boreale e a seguire l’Ercole allungato verso est.

Costellazione della Lira.

La costellazione Lira è una raggruppamento di modeste dimensioni, la cui singolare caratteristica notevole è proprio la presenza della stella Vega, la ? della costellazione, secondo la nomenclatura di Bayer.

Il resto della costellazione è identificabile a sud di Vega, grazie alla coppia di stelle di terza magnitudine ? e ?, che hanno anche i nomi propri di Sheliak e Sulafat. Esaminando con un piccolo binocolo o telescopio la costellazione, si constaterà subito che nei dintorni di Vega è presente una coppia di piccole stelle molto prossime, dello stesso colore azzurro, e di lucentezza effettivamente uguale: si tratta di una delle coppie più belle del cielo ed è nota presso gli astrofili col il termine di Doppia- doppia, giacché, se analizzate con un telescopio, si scopre che entrambe le stelle sono a loro volta doppie.

La Lira è una delle costellazioni più antiche: era conosciuta al tempo dei Greci, e raffigura la lira di Orfeo, uno dei più grandi musicisti della mitologia greca. Tolomeo la riporta nel suo elenco di 48 costellazioni, ed è sopravvissuta fino ai nostri giorni.

Lo sapevi che…….?

Lo sapevate che si può ricavare energia dall’urina?

Dalle ultime statistiche sappiamo che da quest’anno siamo su questo pianeta ben sette miliardi di individui, il che significa che mediamente vengono prodotti e sprecati 10.500 milioni di litri di urina umana ogni giorno, pari a circa 4.500 piscine olimpioniche. Avete capito bene, sprecati. Infatti, gli scienziati si sono resi conto che l’ urina può essere una fonte di energia. In tutti i paesi del mondo si sta lavorando per cercare di trovare dei procedimenti per poterla estrarre e così farla entrare nel circuito delle fonti alternative di energia pulita.

Poiché almeno un settimo della abitanti del pianeta non ha accesso all’elettricità e che il petrolio va sempre più a diminuire, gli studiosi si stanno attivando alacremente per cercare delle soluzioni alternative per produrre energia. A quanto sembra, come detto, questa energia potrebbe essere ricavata proprio dalla nostra urina.

Un team di scienziati della Gran Bretagna è riuscito ad sostentare la batteria di un telefono cellulare con l’urina umana. L’energia ottenuta ha consentito perfino di navigare in Internet e eseguire delle veloci telefonate. Gli studiosi hanno stimato che, facendo degli studi approfonditi, potranno conseguire un criterio per estrarre una quantità di energia che potrebbe rifornire anche dei grandi palazzi.

Per ottenere l’energia, viene impiegata una cella a combustibile microbica, cioè un commutatore di energia che adopera batteri presenti in natura per decomporre la materia organica. Contemporaneamente vengono prodotti elettroni che sono trasformati nell’energia che potrà essere adoperata al posto di altre fonti di energia.

Vulcani

L’energia generata dai vulcani è più complicata da calcolare poiché si dissolve sotto forma di calore, deflagrazioni e terremoti. Facciamo un esempio. Nel 1815 in Indonesia l’eruzione del vulcano Tambora, che causò ben 92.000 vittime sviluppò una energia di più di 17.000 milioni di miliardi di calorie. Numero davvero straordinario. Se facciamo un semplice calcolo, e pensiamo di convertire in elettricità quella quantità otteniamo che sarebbe 25 volte quella usata annualmente dagli USA.

In circa dieci ore di esplosione il monte St. Helens negli USA nel 1980 liberò una energia pari a quella di una atomica ogni 1,2 secondi e lanciò nell’atmosfera da 1 a 2 km cubi di polveri e ceneri. Come si ricorderà quella polvere andò a posizionarsi nelle zone alte dell’atmosfera creando problemi alla meteorologia degli anni a seguire.

Una domanda, una risposta. E’ vero che l’estate dura più dell’inverno?

Chissà quanti ci hanno fatto caso, ma l'estate dura circa quattro giorni in più dell'inverno e la primavera dura circa tre giorni in più dell'autunno. Per questo motivo, dall'equinozio di primavera all'equinozio d'autunno ci sono circa sette giorni in più rispetto all'"altra metà" dell'anno. Nell'emisfero australe, all'opposto, le stagioni sono ribaltate e quindi il discorso è l'opposto.
Per l’esattezza, il periodo delle quattro stagioni si può così suddividere:

  • Primavera: 92 giorni e 20 ore
  • Estate: 93 giorni e 15 ore
  • Autunno: 89 giorni e 19 ore
  • Inverno: 89 giorni

L’ interpretazione di questo fenomeno ci viene data dalle leggi del movimento dei pianeti, cioè le leggi di Keplero.
La Prima Legge di Keplero afferma che l'orbita descritta da un pianeta (e quindi dalla Terra) è un'ellisse, di cui il Sole occupa uno dei due fuochi. Detto ciò, tuttavia non è ancora chiaro la causa per cui la Terra ci mette più tempo a spostarsi per metà dell'ellisse rispetto all'altra. La spiegazione ci viene dalla seconda Legge di Keplero, la quale asserisce che il raggio vettore che congiunge il centro del Sole con il centro del pianeta percorre aree uguali in tempi uguali.

Da ciò deriva che la velocità orbitale non è costante e, i base alla distanza dal Sole, la Terra percorre archi più o meno grandi nella stessa unità di tempo. La velocità orbitale è più alta al perielio (punto più vicino) che si verifica durante l'inverno boreale e più bassa all'afelio (punto più lontano) che si verifica durante l'estate boreale. Dunque la Terra impiega più tempo a percorrere la metà dell'ellisse quando è più lontana dal Sole, e corrisponde al periodo primavera-estate dell'emisfero Nord.
Il fatto che si ha un maggior durata in primavera-estate assicura all'emisfero boreale un'insolazione più grande rispetto all'emisfero australe, in parte però bilanciata dal fatto che durante l'estate boreale la Terra si trova nel punto della sua orbita più distante dal Sole. Considerando i due effetti, si stima nel corso dell'anno, un irradiazione del sette per cento maggiore per l'emisfero boreale rispetto all'emisfero australe.

Curiosità scientifiche

L’animale più veloce.

L'animale che riesce a toccare la più alta velocità è un uccello rapace, il falco pellegrino, che gettandosi in picchiata è in grado di superare i 320 km/h. Le prede del falco pellegrino sono altri uccelli, come colombi e anatre selvatiche, che vengono raggiunti in picchiata a mezz'aria e attaccati con i potenti artigli. Solo così può riuscire il falco pellegrino a dargli la caccia, dato che nel volo orizzontale non avrebbe molte possibilità di raggiungerli e stordirli.

Sulla terraferma il più rapido è il ghepardo che è in grado di toccare anche se per brevi tratti la velocità di 115 km/h. Per arrivare ai 100 km/h da fermo impiega solamente 3 secondi poi nondimeno, se non riesce ad afferrare la preda entro poche centinaia di metri, è obbligato a rinunciare perché non è provvisto di molta resistenza. Il ghepardo appartiene alla famiglia dei felidi ma presenta alcune particolarità uniche che lo distinguono da tutti gli altri felini: una in particolare; le unghie non retrattili, in aggiunta a tante altre peculiarità che lo rendono uno straordinario corridore.

Dopo il cielo e la terra qual è l'animale più veloce nell'acqua? La risposta non è poi così banale in quanto le valutazioni quantitative sott'acqua sono alquanto intricate. Comunque il primato dovrebbe spettare al pesce vela, conosciuto anche come marlin, che può superare i 100 km/h.

Dizionario astronomico

Brahe, Tyco

Astronomo danese nato a Skane nel 1546 e morto a Praga nel 1601. Osservando ad occhio nudo, ottenne le misure di posizione più precise dell'epoca pre-telescopica (a meno di 1 minuto d'arco), impiegando quadranti ed archi meridiani da lui stesso costruiti. Nel 1578 scoprì nella costellazione di Cassiopea una stella nova e tra il 1577 e il 1578 osservò una cometa, per la quale stabilì che si muoveva negli spazi inter-planetari, suscitando scalpore in quanto allora si riteneva che le comete fossero fenomeni del mondo sub-lunare. Approdato a Praga nel 1599 ebbe tra i suoi collaboratori Keplero. Propose un modello cosmologico intermedio tra il Tolemaico e il Copernicano, dove i pianeti ruotano intomo al Sole, ma questi, con la Luna, intomo alla Terra.

Bremsstranlung (o frenamento)

Termine tedesco che indica uno dei modi di interazione delle particene con la materia. Si ha quando una particella carica, passando nelle vicinanze di un nucleo, viene bruscamente rallentata dal suo campo elettrico. Il fenomeno è accompagnato dalla emissione di radiazione elettromagnetica (radiazione di -): si ritiene che questo sia uno dei modi in cui si producono i raggi gamma cosmici per effetto del frenamento di raggi cosmici molto energetici da parte della materia interstellare.

Brillamento

Conosciuto anche con il termine di eruzione cromosferica ed è un improvviso rilascio di energia sotto forma di radiazione di particene che interessa una area del Sole o di altre stelle. Normalmente si produce e svanisce nel corso di una ventina di minuti. Molto spettacolari se osservati nella riga H-alfa dell'idrogeno (v. Balmer, serie di), i - sono di forma e di estensione variabile. Raggiungono la massima frequenza di produzione e di estensione in corrispondenza al massimo sviluppo del gruppo di macchie a cui sono associati.

Buco nero

Un oggetto celeste collassato tale per cui la velocità di fuga alla sua superficie è maggiore della velocità della luce. Da tale oggetto nessun corpo materiale può dunque sfuggire e neppure la luce: se anche il - emettesse radiazione, questa verrebbe ricatturata così come un sasso lanciato verso l'alto per un po’ si solleva ma poi ritorna a terra richiamato dalla gravita. Il nome "nero" deriva appunto dall'impossibilità teorica di "vedere" tale oggetto. Si ipotizza l'esistenza di tre tipi di -: i - supermassicci, con massa dell'ordine delle centinaia di milioni di masse solari si pensa siano i responsabili della fenomenologia osservata nei nuclei delle galassie attive e dei quasar; i mini - sono oggetti di dimensioni ultramicroscopiche, formatisi forse nelle prime fasi dell'evoluzione universale; infine, i - di taglia stellare, con masse pari a decine di masse solari o anche meno, prodotto ultimo dell'evoluzione di stelle giganti. A tutt'oggi non si ha la prova osservativa diretta della reale esistenza dei -; tuttavia esistono prove indirette e molti oggetti galattici ed extragalattici sono studiati come possibili candidati.

Astronomia elementare. Un po’ di nozioni per osservare il cielo.

L’angolo di rifrazione atmosferica è più grande per un raggio di luce orizzontale, ovvero proveniente da un astro all’orizzonte. Pur essendo leggermente variabile a seconda delle caratteristiche fisiche degli strati di atmosfera attraversati (temperatura, pressione, grado di umidità), per l’angolo di rifrazione atmosferica di un raggio di luce orizzontale si assume il valore medio di –0°34’ (ossia poco più di mezzo grado). L’angolo di rifrazione diminuisce con l’aumentare dell’altezza dell’astro rispetto all’orizzonte, per annullarsi per un raggio di luce proveniente dallo zenit.

Gli Antichi e l’astronomia.

I miti del cielo (continua)

È in questo retroterra che bisogna pensare il susseguirsi di imponenti fenomeni, meteorologici o astronomici, che si rappresentano in cielo. L’uomo primitivo vede esplodere nel suo profondo, nostalgiche sensazioni colme di emozioni viscerali. Il lampeggiare del fulmine, il rimbombo del tuono che ne consegue, le scroscio potente delle piogge che conducono con impeto all'inondazione, e che al povero ed indifeso uomo del tempo paiono le gesta di un Dio collerico che dall’alto della volta celeste, manda sulla Terra tutta la sua rabbia.

Ma si genera ancor più terrore quando di notte all’ improvviso compare fra le calme stelle la striscia bella e terrorizzante di una cometa. Oppure, quando all’ improvviso… un eclisse di Luna fa divenire nera la bianca e pallida Luna che inondava fino a qualche minuto prima luce e visibilità. Ma quanto terrore, portava invece l’eclisse totale di Sole, che fa diventare il giorno notte.

Si radicò nel profondo dell’anima il fatto che esistevano lassù delle forze cosmiche, che dalla loro potenza si scaturivano forze immani.

Il nostro lontano progenitore per ogni evento atmosferico o astronomico, fece coincidere una o più divinità che agivano per mezzo della loro potente volontà sulla natura.

Nacque la mitologia, colma di storie e di esseri, divini preumani, o animali che popolavano territori celesti o terrestri e che si interessavano alle vicende degli uomini sulla terra.

Per ogni evento c’era un dio o una divinità. Il cielo comincio a popolarsi di eroi, mostri, guerrieri e bellissime principesse. Le costellazioni e le stelle portano i loro nomi immortalandone le gesta eroiche.

Dunque anche i fenomeni giornalieri e da cui dipende la vita sulla Terra, come ad esempio il sorgere ed il tramontare del Sole e della Luna, le fasi della Luna, hanno origine da esseri divini e che addirittura sono il corpo celeste o lo guidano. Ritenevano che qualsiasi corpo celeste era vivo e cosciente, addirittura poteva avere emozioni e caratteristiche quasi umane. Ed allora era vitale ingraziarsene i favori. Divenne così oggetto di venerazione.

Nacque il culto del Sole, della Luna, e di alcune stelle (vedi Sirio per gli Egiziani) o delle pleiadi. Addirittura alcune pietre (meteoriti) cadute dal cielo dettero il principio a culti religiosi.

Lo sciamano, lo stregone che si trova al centro della comunità e della tribù, cercava con il fare e la sua cultura di creare l’unità della sua gente.

Forse da qui nasce il bisogno inconscio della divinità, il bisogno di comunicare con Dio. Questo sentimento veniva sempre attivato e si alimentava alzando la testa verso il cielo, specie di notte nella contemplazione delle stelle.

I sovrani di tutti i popoli del pianeta faranno discendere da li, dal cielo, il loro potere.

L'imperatore del Giappone o della Cina viene denominato «Figlio del Cielo». Ad esempio in Giappone dove si afferma ciò, l’essere supremo è l’unione tra i fenomeni astronomici e meteorologici. Ci si rivolgerà a lui per la clemenza nei casi di un loro infuriare. Anche la letteratura sia orientale che occidentale, abbondano di poemi, poesie e racconti che hanno per oggetto il cielo in tutte le sue più alte e profonde manifestazioni.

Notizie dal cosmo

Plutone non è più un pianeta.

Il pianeta Plutone fu scoperto nel lontano 1930 e immediatamente venne immesso nel catalogo dei pianeti del Sistema Solare. Fino al 1978 si pensava che fosse più molto grande di Mercurio ma la scoperta del suo satellite Caronte fece intendere quale fosse la sua vera massa: circa un ventesimo di quella di Mercurio e un quinto di quella della nostra Luna. Nonostante ciò, restava in ogni modo indiscutibilmente più grande di Cerere, il maggiore degli oggetti presenti nella fascia principale degli asteroidi.
Nell’anno 2005 però furono scoperti altri tre nuovi oggetti: Quaoar, Sedna ed Eris, che presentavano grandezze comparabili a quelle di Plutone. Di fronte a queste nuove realtà, nacque la necessità di ridefinire la classificazione di questi corpi, e cioè se andavano considerati come pianeti ovvero declassare Plutone. L’anno dopo fu appurato che Eris era perfino più grande di Plutone e si cominciò a parlare di Decimo Pianeta. Del famoso decimo pianeta, di cui si parlava fin dall’ottocento.

Nell'agosto del 2006, nel corso della ventiseiesima Assemblea Generale dell'Unione Astronomica Internazionale, si giunge all’accordo di creare una nuova classe di pianeti detti “pianeti nani”, ovverosia corpi celesti in orbita intorno al Sole, con massa sufficiente affinché la loro gravità spicchi sulle forze di corpo rigido in modo tale da raggiungere una forma di equilibrio idrostatico (quasi sferica), che nondimeno, non abbiano pulito le vicinanze dai detriti spaziali attorno alla loro orbita, e che non siano un satellite. La diversità con i pianeti sta nel fatto che questi ultimi hanno ripulito le prossimità intorno alla propria orbita. Plutone, Cerere ed Eris furono attribuiti alla nuova classe. Nel 2008 altri due oggetti, Haumea e Makemake, sono stati raggruppati tra i pianeti nani e un'altra decina di corpi celesti scoperti di recente sono aspiranti a diventarlo a breve.

Meteorologia

Contadino meteorologo

Previsioni meteorologiche dei nostri contadini.

L’acqua per San Giuan, porta via il vino e non da pan.

Se piove nel giorno della festa di San Giovanni è un toccasana per le viti, ma non per il grano.

Se piove per il giorno di Dan Giovanni seccano anche le fontane.

Quando piove per San Pietro, castagne come pietre.

Aria rossa, o piscia o soffia.

Attribuiti ai vari fenomeni atmosferici

Dalla fisica sappiamo che un corpo in caduta libera in un fluido non accelera all'infinito, ma si consolida ad una certa velocità massima, detta velocità limite. Tale limite viene raggiunto perché il corpo è sottoposto a due forze: la forza di gravità che è costante e lo fa accelerare, e la forza di opposizione del fluido che aumenta al crescere della velocità e lo fa rallentare. Nel momento in cui la forza di resistenza giunge all'intensità della forza di gravità la massa smette di accelerare e si muove a velocità costante.
Un chicco di grandine di media grandezza che cade nell'aria (il fluido) tocca una velocità limite di circa 180 km/h. Una goccia di pioggia invece raramente supera i 30 km/h.

Una curiosità

Novità dal mondo della scienza.

La cintura di Fuoco. Il termine cintura di fuoco viene usato per individuare una zona, a forma di ferro di cavallo e lunga oltre 40.000 km, che si sviluppa lungo i margini dell'Oceano Pacifico. Tale appellativo deriva dalla concentrazione di vulcani, si tratta di un percorso vulcanico effettivamente continuo e dalla considerevole sismicità. Il 75% di tutti i vulcani del mondo sono situati in questa area e si stima che il 90% dei terremoti mondiali abbia luogo proprio all'interno di questa fascia. Tra l'altro, i dieci terremoti più forti della storia da quando vengono catalogati, si sono verificati nella cintura di fuoco. La causa di tutto questo è da ricercarsi nei movimenti delle placche continentali, che stanno causando una graduale riduzione dell'Oceano Pacifico. Sia sul lato americano sia sul lato asiatico, la placca oceanica sprofonda (subduce) al di sotto delle placche continentali di America e Asia, determinando l’ ascensione di gigantesche quantità di magma e numerosissime e violentissime scosse sismiche.

 

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Mese di Maggio

Acqua di Maggio è come la parola di un Saggio

Il lino per San Bernardino (20 maggio) vuol fiorire alto o piccino.
Nel mese di maggio fornisciti di legna e di formaggio.
Maggio asciutto ma non tutto, gran per tutto; maggio molle, lin per le donne.
Per sant' Urbano (25 maggio) il frumento è fatto grano (o ha granito).

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Il cielo di Novembre

In questo mese si vedono troneggiare alte in cielo le costellazioni di Pegaso, distinguibile per le sue quattro stelle ordinate a formare un grande Quadrato, da Andromeda, con la sua famoso galassia da cui prende il nome, e dal Cigno.

Nel quadrante est si apprestano a sorgere le costellazioni che saranno visibili nei mesi invernali: l'Auriga, con la sua luminosissima Capella, e il Toro, con l’ ammiratissimo ammasso delle Pleiadi e delle Iadi. La stella da fiammeggianti colori rossastri, Aldebaran annuncia il vicinissimo sorgere della bellissima costellazione di Orione.

Il versante sud si mostra misero di stelle apprezzabili: l'unica di un certo rilievo è Fomalhaut, la stella Alfa del Pesce Australe; nelle zone d’Italia poste più a sud, è possibile vedere, bassa sull'orizzonte, la coppia di stelle Alfa e Beta della Gru. L'Aquario è la costellazione che più di tutte spicca nel cielo del sud.

A settentrione, il Grande Carro dell'Orsa Maggiore sfiora l'orizzonte, intanto che il cielo è governato dalla caratteristica "W" di Cassiopea, distinguibile lungo la Via Lattea, in un punto proprio all’opposto del Grande Carro rispetto alla Stella Polare.

La volta celeste ad occidente esibisce ancora le stelle proprie del cielo estivo, in particolare il celebre disegno di stelle del Triangolo Estivo, oltrepassato dalla Via Lattea, sempre più vicino al tramonto. La costellazione del Sagittario ancora può essere osservata nelle prime ore della sera.


Storia delle costellazioni dello zodiaco.

La suddivisione dell’eclittica in segni zodiacali fu intrapresa dai Caldei (Babilonesi) nel 500 a.C. Questa ripartizione dell’eclittica in 12 zone di uguale longitudine risulta essere il più arcaico sistema di coordinate celesti giunto fino a noi.

Il calendario babilonese attribuiva un segno a ciascun mese dell’anno, principiando dalla posizione del Sole all’equinozio di primavera (21 marzo) che, a quei tempi, era nella costellazione dell’Ariete. Ed è per questo che la prima costellazione dello zodiaco è ancora chiamata Ariete, nonostante che nei millenni l’equinozio di primavera si sia mosso dalla costellazione dell’Ariete a causa della precessione dell’asse di rotazione terrestre. I segni zodiacali sono un’astrazione delle costellazioni, pensati per rappresentare ciascuno fedelmente un dodicesimo dell’intero cerchio dell’eclittica (30°), che è, come sappiamo, il tragitto coperto dal Sole in circa 30 giorni. Le costellazioni invece hanno estensioni diverse tra loro. Per fare un esempio e prendiamo la costellazione Vergine, vedremo che riveste una porzione di eclittica cinque volte più grande dello Scorpione. I moderni confini delle 88 costellazioni ufficiali sono stati stabiliti dall’Unione Astronomica Internazionale (IAU) nel 1930. In base a questa divisione il cammino dell’eclittica ora passa attraverso 13 costellazioni: le dodici costellazioni zodiacali tradizionali più l’Ofiuco, la cui parte posta a sud si situa tra lo Scorpione e il Sagittario. Ofiuco è una costellazione conosciuta fin dall’antichità, ma storicamente non inserita tra quelle zodiacali.


Una stella alla volta. Parliamo adesso della stella Antares, che risulta essere la stella più splendente della costellazione dello Scorpione. Con una magnitudine apparente 1,07 Antares è al sedicesimo posto come stella più luminosa dell’intera volta celeste. La possiamo trovare con una certa facilità al centro della costellazione dello Scorpione, se non altro per il suo colore rosso-arancio che risalta fra le stelle che la attorniano, che sono per contro quasi tutte di colore azzurro. Per la precisione Antares è una supergigante rossa ubicata a circa 600 anni luce dal sistema solare. Presenta un raggio pari a circa 800 volte quello del nostro Sole e risulta una degli astri più grandi che si conoscano. Appartiene all’emisfero meridionale, cioè a sud dell’Equatore, ma è ben visibile anche da noi.

 

 


 

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Mese di Novembre

A novembre si lasciano campi e orti per dedicarsi più ai nostri morti.
Di novembre quando tuona è segnal d’annata buona.

Novembre gelato, addio seminato.

Se di novembre tuona l'annata sarà buona.

Quale il novembre tale il marzo venturo.

Di novembre va in montagna ed abbacchia la castagna.

La parola sta ad indicare il nono mese (novem) in ordine di successione, in quello che era il calendario di Romolo, mentre diventerà l’undicesimo in quello di giuliano e seguenti fino ai nostri giorni. La tradizione vuole che questo freddo mese sia dedicato al culto dei defunti. Le radici di questa struggente e nostalgica devozione si fa risalire agli antichi egizi, soprattutto nella loro mitologia e religione, in particolare nella narrazione di Tifone che uccise Osiride, fratello e sposo di Iside. La celebrazione dei defunti, che si protrae per tutto il mese comincia con la festività di Tutti i Santi (fissata dalla chiesa di Roma al primo di novembre). È questo il giorno in cui tutti noi “festeggiamo” il nostro onomastico ed anche quelli che per motivi di “spazio” non trovano collocazione nel calendario ufficiale, giacché l’anno è composto di 365 o 366 giorni. Infatti i beati e i santi sono migliaia e migliaia ed allora…

Il primo di novembre si festeggia Ognissanti.

Il giorno di Tutti i Santi in passato era considerato un momento molto importante, in cui si traevano anche indicazioni per l’anno meteorologico a seguire.

Diceva un detto” se il giorno dei Santi il Sole ci sta, un buon inverno va”.

La festività invece si fa risalire alla fine del secolo ottavo, quando l’Episcopato Franco lo introdusse per avvicendare i festeggiamenti per il capodanno Celtico, che iniziavano il primo novembre.

Fu in ogni caso soltanto nel 1475 che Papa Sisto IV la rese obbligatoria per la chiesa cattolica.

Segni di ritualismi di derivazione celtica sono comunque individuabili in Halloween nella notte tra il 31 ottobre e il primo novembre.

Il due novembre è la festa dei defunti. “ I morti e gli andati, non devono esser dimenticati”.

E’ l’undicesimo mese del calendario civile.

Possiede 30 giorni.

Nei trenta giorni che compongono novembre, nell’antica Roma si tenevano svariate festività. Molto famose erano le Nepturnalia (Netturnali) dedicate al Dio Nettuno che custodiva il mese. Le Termali, ritenute di buon augurio per l’incipiente inverno. Poi c’erano i Ludi Plebei, divertimenti a cui prendevano parte i ceti meno abbienti. Da ricordare che gli olocausti d’animali avvenivano nel Foro Boario, (da Bovari o allevatori di Buoi).

San Martino. Il giorno undici di questo mese si festeggia San Martino, conosciuto anche come il giorno “dell’estate di San Martino che dura tre giorni e un pochinino”. Sovente in questo periodo, dopo le abbondati piogge della fine del mese di ottobre e dei primi di novembre si vede ritornare le belle giornate con un bel e tiepido sole. Però in tempi medioevali questa festa era celebrata per un’altra ragione. “Far San Martino “ si diceva, e il suo significato era trasferirsi, sgomberare, giacché era il momento in cui, per usanza, si cambiava casa. Non solo ma in quegli anni per San Martino scadevano i contratti agrari, da cui il famoso proverbio:” Per San Martino mandano via i contadini.

Comunque la cosiddetta estate di San Martino è conosciuta per la famosa storia da cui trae origine il nome. Un cavaliere d’alto lignaggio, un certo Martino divenuto in seguito vescovo di Tours (paese della Francia del quarto secolo) in un giorno di novembre in cui le condizioni meteorologiche stringevano il cuore, infatti, si era fatto quasi buio, il freddo era stringente e ci si aspettava da un momento all’altro una tempesta, mentre era in perlustrazione sul dorso del suo bel cavallo, incontrò un povero mendicante. Il pover’uomo era mezzo vestito e incurvato dalla fame e dal freddo pungente. Racconta la leggenda di come Martino, senza pensarci, scendesse da cavallo, sfoderasse la sua spada e con un colpo deciso, tagliasse in due il suo lungo e costoso mantello affinché il mendicante avesse di che coprirsi. La tradizione popolare narra di come in quel preciso istante le condizioni meteorologiche cambiarono e si mitigarono. Infatti, il cielo si rasserenò e l’aria s’intiepidì sotto i raggi di un pallido sole. Da allora la giornata è ricordata come “l’estate di San Martino”. Era l’undici di novembre (e a quei tempi novembre era un mese da freddo “polare”). Il nostro Martino poi si recherà a Pavia dove studierà e dove soprattutto sarà battezzato.

Festività dei Santi

In questo mese si festeggia il primo di novembre, festa di Ognissanti o Tutti i Santi.

In questo giorno s’intende festeggiare tutti i Santi conosciuti e non conosciuti. Nei primi anni della Chiesa, questa festività era considerata alla stessa stregua del Natale e della Pasqua, e fu il Papa Bonifacio IV che decise di dedicarla a tutti i martiri, tutti i Santi e alla Madonna. Dobbiamo invece al Papa Gregorio IV la ricorrenza di questa festa al primo novembre.

2 Novembre. Commemorazione dei defunti.

Sant’ Odilone stabilì come regola che in tutti i monasteri fosse rispettata un’intera giornata di preghiera per le anime residenti al Purgatorio. Però con grande successo questa abitudine si diffuse anche al di fuori dei conventi e monasteri, tantoché la Chiesa decise di fissarlo per tutti il giorno due di novembre.

In questo giorno che non deve essere considerato triste e melanconico, dobbiamo pregare per i nostri defunti ricordandoli con tenerezza e devozione.

11 S. Martino di Tours (protettore dei militari, poveri, gestori d’alberghi e vinai.)
22 S. Cecilia (è la santa protettrice dei cantanti, musicisti e fabbricanti di strumenti musicali.)
23 S. Clemente (patrono di naviganti e barcaioli)

25 S. Caterina d'Alessandria (protettrice dei fabbricanti di ruote, delle mamme che allattano e delle balie)

30 S. Andrea (patrono di pescivendoli e pescatori, fabbricanti di cordami)

Date importanti

Il 4 novembre. Vittoria della grande Guerra.

9 e 10 Novembre. Nella notte tra il 9 e 10 novembre del 1938 ci fu la Notte dei Cristalli. In questa terribile notte furono assassinate 91 persone, rase al suolo dal fuoco 267 sinagoghe e devastati 7500 negozi. Almeno 30 mila ebrei vennero deportati nei campi di concentramento di Dachau, Buchenwald e Sachsenhausen. Cominciano le grandi deportazioni in tutta la Germania.

18 Novembre 1307.
Secondo la leggenda, Guglielmo Tell centra con una freccia la mela tenuta sul capo da suo figlio.

27 Novembre 1095.
Papa Urbano II dichiara la Prima Crociata al Concilio di Clermont.

Inizia l'Avvento secondo il rito Romano
Il concetto d’avvento è antecedente al cristianesimo: in latino adventus significa venuta e sta ad indicare il giorno speciale in cui il Dio veniva ad abitare il tempio a lui dedicato.

 

Effemeridi del mese

Il sole

Effemeridi di Novembre

Dal primo si hanno 10h 19m di luce solare e 13h 41m di buio. Il 30 09h 18m di luce e 14h 42m di buio. Si perde un’ora di luce.

Il giorno primo del mese di Novembre è il 305º giorno dell'anno 2013. Mancano alla fine dell’anno 60 giorni.

Il primo novembre del 2013 alle 23h 31m corrisponde al Giorno Giuliano 2456598,48 .

Il Sole. Tempo locale

Sorgere, tramonto, durata del giorno e passaggio al meridiano (mezzogiorno).

1 Nov 2013

Sorge : 07h18m11s az=109,0°

Tram. : 17h37m15s az=250,8°

Dur. : 10h19m05s

Mer. : 12h28m00s h=+ 32°45,6'

5 Nov 20013

Sorge : 07h23m14s az=110,8°

Tram. : 17h32m14s az=249,1°

Dur. : 10h09m00s

Mer. : 12h28m00s h=+ 31°30,8'

15 Nov 2013

Sorge : 07h35m55s az=114,7°

Tram. : 17h21m37s az=245,1°

Dur. : 09h45m42s

Mer. : 12h28m59s h=+ 28°43,0'

25 Nov 2013

Sorge : 07h48m08s az=118,0°

Tram. : 17h14m16s az=241,9°

Dur. : 09h26m08s

Mer. : 12h31m22s h=+ 26°27,8'

30 Nov 2013

Sorge : 07h53m49s az=119,3°

Tram. : 17h11m59s az=240,6°

Dur. : 09h18m09s

Mer. : 12h33m02s h=+ 25°34,4'


Per chi possiede una meridiana. Per leggere una meridiana.

L’equazione del tempo.

In astronomia l’equazione del tempo è la differenza fra il tempo segnato da una meridiana e quello scandito dai nostri orologi
L'equazione del tempo è dovuta alla differenza fra il tempo apparente e il tempo medio; in altre parole, è la  differenza fra l'angolo orario del Sole vero e quello del Sole medio (nostri orologi).

Martedì 1 novembre

Equazione del tempo (medio)

+ 16m28s

Longitudine media del Sole

220°26'59"

Giovedì 30 novembre

Equazione del tempo

+11m28s,2

Longitudine media del Sole

249°02'01"

 

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Fasi della luna

Istanti espressi in tempo civile locale, cioè il tempo scandito dagli orologi del luogo anche con ora legale (se in vigore).

Luna nuova 3 novembre 13h51m

Primo quarto 10 novembre 06h58m

Luna piena 17 novembre 16h15m

Ultimo quarto 25 novembre 20h27m


Età della Luna. Il primo di novembre l'età della Luna è di 27 giorni circa.

Si definisce età della luna, a un dato momento, il numero di giorni trascorsi dall'ultimo novilunio fino a quel momento. Per tutti i giorni dell'anno si può dunque esprimere l'età della luna, in genere mediante un numero intero di giorni, trascurando le frazioni.

Perigeo e Apogeo lunare

Perigeo

Giorno 6 novembre

istante T.U. 09h27m

distanza Km 365.362

Apogeo

Giorno 22 novembre

Istante T.U. 09h49m

Distanza Km. 405.446

 

 

 

 

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