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Pochi sanno che anche l’Italia ha avuto la sua Pearl Harbor, verificatasi 71 anni fa nella notte tra l’undici e il dodici Novembre 1940. 

Taranto venne bombardata per via della sua importanza strategica e militare. In una notte riportò devastanti conseguenze che si quantificarono in perdite di vite umane, distruzioni di navi e armamenti vari nonchè di abitazioni civili.

Nel cuore della notte si scatenò la furia della Royal Navy britannica. Alcuni storici sostengono che in seguito questa strategia fu studiata dai giapponesi per condurre l'attacco alla base di Pearl Harbor.

Quella notte, 21 aerei classe Fairey Swordfish armati con siluri e bombe, decollarono dalla portaerei inglese Illustrious, ancorata a 170 miglia dalla costa, sotto scorta delle navi Malaya, Warspite, Ramilies, Valiant, degli incrociatori Gloucester, York e da 13 cacciatorpediniere.

L'ammiraglio Andrew Cunningham, comandava le operazioni. I caccia inglesi in due ondate consecutive piombarono inosservati su Taranto. Grazie ad una precedente perlustrazione che non fu ostacolata dalla difesa italiana, i piloti erano assolutamente al corrente dei mezzi da colpire.

C’è da dire che queste unità all’ancora non erano dotate di adeguate reti blocca siluri e con pochi palloni di sbarramento.

Durante il bombardamento la nostra flotta ebbe a subire pesanti e definitivi danni. La corazzata Conte di Cavour registrò fin da subito i danneggiamenti più importanti, venendo in parte affondata. Per di più furono gravemente colpite le corazzate Caio Duilio e Littorio nonché l'incrociatore Trento. Danni vennero riportati anche dai due cacciatorpediniere Libeccio e Pessagno.

Bersagli non secondari furono anche i vari magazzini di carburante disseminati lungo costa.

Il bilancio fu di 85 morti, di cui 55 civili, e di 581 feriti. All’inizio vi fu il giallo del Bollettino di Guerra emanato dal Comando Supremo (n.158 del 12 novembre 1940) in cui si dichiarava che durante il bombardamento non vi era stata nessuna vittima.

E’ nota fra i tarantini che furono testimoni del tragico bombardamento, la storia di come si sentissero provenire dal mare le atroci urla di dolore dei militari e marinai imbarcati sulle navi colpite.

«Taranto, and the night of November 11th - 12th, 1940, should be remembered for ever as having shown once and for all that in the Fleet Air Arm the Navy has its most devastating weapon.»

«Taranto, e la notte dell'11-12 novembre 1940, dovrebbero essere ricordate per sempre, per aver dimostrato una volta per tutte come la Marina abbia nella flotta aerea la sua arma più devastante.» 

(L’ Ammiraglio Andrew Cunningham)  

 

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