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Il giorno 8 del mese di marzo dell’anno 1890 ci fu la famosa sfida di Buffalo Bill, il colonnello William Frederick Cody, con i “modesti” Butteri di Cisterna dell’Agro pontino e i mitici cowboy del Wild West Show, il circo equestre che tanti successi riscosse per anni in tutto il mondo e che aveva come guida indiscussa il celebre cacciatore di Bisonti, Buffalo Bill. 

La sfida ebbe luogo a Roma, zona Prati di Castello, in conseguenza di una discussione sorta tra Buffalo Bill e il duca Onorato Caetani sulla perizia dei butteri cisternesi come domatori di cavalli, in confronto ai più famosi cowboys americani.

Così, allora, nacque l'idea del confronto che come previsto ebbe luogo l'otto marzo 1890 in località Prati di Castello. La sfida prevedeva una scommessa che i perdenti si sarebbero impegnati a pagare.

La disfida fu seguita con passione e calore, dagli abitanti della città e dei dintorni e dalla stampa che dette risalto all’evento.

“Il morello, tenuto con le corde, si dibatte frenetico; s’alza sulle zampe di dietro, tira rampate. I butteri le schivano sempre con la sveltezza di uomini esperti. Riescono finalmente a mettergli la sella con il sottocoda, e d’un salto uno dei butteri gli è sopra. E’ Augusto Imperiali. Nuova tempesta di applausi. I butteri, entusiasti del successo ottenuto, saltano, ballano, buttano all’aria i cappelli, tanto per imitare in tutto quello che si è visto fare dagli americani. Augusto Imperiali fa una stupenda galoppata intorno al campo, tenendo con la destra le redini e agitando con la sinistra il cappello. Tutte le sfuriate del cavallo non riescono a muoverlo dal posto un solo momento. Sceso a terra, e chiamato ad avvicinarsi ai primi posti dove riceve le più vive congratulazioni da tutti, compresa la Duchessa di Sermoneta ed i suoi figli” .

(da Il Messaggero del 10.3.1890)

Buffalo Bill non accettò di saldare la scommessa e il giorno dopo la disfatta levò le tende del suo circo e abbandonò Roma.

Un avvenimento storico con un aureola di leggenda a lungo trascurata, al punto che più volte è stata per errore conferita ai butteri della Maremma. 

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