Home Misteri Alchimia Castel del Monte

Il mistero di Castel del Monte.

Nel comune di Andria in provincia di Bari, nella splendida Puglia, posizionato su un colle si trova la meraviglia italiana di Castel del Monte. Una curiosità che tutti possono divertirsi a verificare, è che si trova a metà strada tra la cattedrale gotica più famosa del mondo Chartres e la piramide di Cheope. Vale davvero la pena, durante le prossime vacanze, di andare a visitarla, magari dopo aver assimilando i concetti che cercherò più avanti di spiegare. 

Un viaggio iniziatico

Dionisio e Apollo incarnano l’uno la musica e l’altro la poesia, e si uniscono nella sintesi sublime della tragedia greca; ma allo stesso tempo, rappresentano i poli della vita quale appare, e apparirà poi sempre. Per Nietzsche sarà l’eterna dialettica tra istinto e coscienza. La realtà tutta allora, e’ regolata sostanzialmente da due aspetti, il componente "dionisiaco" o il Caos e il componente "apollineo" o la razionalità. Il maniero di Castel del monte sembra rappresentare la perfetta unione di queste due forze. Dopo questa piccola premessa filosofica, cominciano con il dire che a dispetto del nome e dell’immagine, Castel del Monte va contro tutte quelle che sono le consolidate regole sulla costruzione dei castelli. In primis, non troviamo a delimitarne il perimetro un fossato, e di conseguenza un ponte levatoio per l’accesso all’interno. Si nota la “stridente” mancanza, per un castello, dei sotterranei in cui incarcerare i prigionieri, nonché i locali adibiti all’alloggio delle truppe del sovrano. Per ultimo, se osserviamo le finestre, del piano superiore si nota immediatamente che chiunque si trovi all’interno per difendere il Castello, offre un bersaglio invitante per gli attaccanti. Per contro si possono trovare ampie sale corredate d’ogni lusso, servizi igienici, alti camini per riscaldare gli ambienti più riservati, il tutto ornato da marmi che decorano le pareti. Qual è la funzione reale di Castel del monte? Perché Federico II lo fece costruire ?

La domanda è molto complessa, e richiederà una risposta complessa. Ogni elemento presente nel maniero, é sintesi armoniosa del numero otto, che come sappiamo era ritenuto magico perché cardine della ricerca alchemica sulla quadratura del cerchio, punto d’entrata nella dimensione celeste, non solo ma numero che contiene in se la canalizzazione delle energie più profonde. Federico II, volle immortalare in forma imperitura il profondo significato del suo castello, che in forma iniziatica reca in sé simbolismi matematici e geometrici. La regola segreta che sembra trasparire all’indagine attenta dell’iniziato, è quella della serie matematica del Fibonacci; nei camini, nei vari piani che si succedono, nelle finestre, negli ingressi, oppure nelle 117 feritoie del Castello. Da rilevare che il numero 117 è anche quello dei versi del cantico dei Cantici di Re Salomone. Federico, o fanciullo della Puglia, fu cultore e seguace della scienza del Fibonacci. Si è anche scoperta un’interessante applicazione astronomica. Nel portale d’ingresso ci sono due colonne con sopra due leoni che hanno il muso uno rivolto verso il punto dell’orizzonte dove sorge il sole al solstizio d’estate e l’altro al punto del sorgere del sole al solstizio d’inverno

Facendo degli elementari calcoli di geografia astronomica, scopriamo che il castello è costruito in un punto dove a questa latitudine, nel periodo degli equinozi , il sole percorre esattamente un angolo di 45° pari ad uno sezione di ottagono.

Alcuni ricercatori sostengono che il significato nascosto del Castello è da ricercarci all’interno della corte. Infatti, misurando attentamente il suo sviluppo si ottiene il numero 111, l’antica unità di misura egiziana, il cosiddetto cubito d’Ezechiele. Questo numero è palindromo. Molti ricorderanno l’articolo sul quadrato magico di un numero precedente, dove si spiega il concetto di Palindromia, che è la possibilità di leggere una parola in ambedue i versi. Anticamente questo era un numero sacro, in quasi tutte le civiltà antiche. In Egitto, sono stati contati 23 papiri che parlano di esso. Secondo degli studi recenti si pensa rappresentasse l’armonia del cosmo, sinolo delle forze del bene e del male, considerati non come nella nostra cultura contrapposti e distinti, ma principio primordiale. In pratica l’Apeiron dei filosofi Presocratici. Gli è stato assegnato il nome di cubito d’Ezechiele, perché fu proprio lui a raccontare che ebbe una visione dove Dio gli inviò un angelo a dettargli le dimensioni del nuovo tempio di Gerusalemme. Le misure sarebbero state 111 cubiti.

Dunque l’idea potrebbe essere quella di considerare Castel del Monte non un castello, ma un tempio. Un Tempio che fosse una manifestazione dell’unico Dio, e di cui Mosè parla nell’antico Testamento, e che è il fondamento delle tre più grandi religioni della Terra: Cristianesimo, Islamismo ed Ebraismo.

Ma vediamo queste particolarità esoteriche e religiose cristallizzate nella splendida costruzione. Nel cortile a forma d’ottagono, si osservano tre rosoni. Come sappiamo questo numero è considerato la perfezione e punto d’arrivo che il discepolo raggiungerà alla fine del percorso iniziatico(illuminazione spirituale). In leggende del luogo si racconta di una vasca di forma ottagonale, collocata al centro esatto di questo bel cortile. La funzione di questa vasca, forse era quella di un “battesimo iniziatico”, di derivazione Mitriaca. Se andiamo ad analizzare l’etimologia della parola battesimo, in arabo,significa; bafe’ (immersione) e metis (saggezza). Testualmente "battesimo di saggezza" Questo ci ricorda il Baphomet templare, che risulterebbe allora non un idolo barbuto da adorare, come vuole uno dei capisaldi dell’accusa ai cavalieri del tempio, ma rappresentazione simbolica di una atto mistico-esoterico che gli stessi appresero in Terra Santa.

Il primo livello ha come costante dominante il buio, componente "dionisiaco" . Qui si medita e ci si raccoglie in se stessi, per raggiungere il punto più profondo della nostra anima. Alzando lo sguardo verso il soffitto, notiamo rappresentato il volto con le orecchie d’asino di Re Mida .C’è sintetizzata qui una conoscenza che non si può rivelare, ma solo leggere attraverso quest’icona.

Vediamo di analizzare questo simbolo. La leggenda che vede le orecchie di Mida trasformate da umane in quelle d’asino, risiede nella storia della sfida tra Pan e Apollo. Pan fu sfidato, da Apollo ad una competizione di musica. Mida che passava per quei luoghi chiese di poter arbitrare quella singolare gara.. Alla fine emise il verdetto in favore di Pan. Il Dio del Sole mal sopportò cotanto affronto. Pertanto castigò il mortale facendoli dono di un “bel paio d’orecchie d’asino”. Il poveretto, per nascondere questa sua comica deformità, da quel giorno era uso coprir le orecchie con una Tiaria, che non si toglieva mai dalla testa. C’era però una persona che era a conoscenza di questa realtà, il suo barbiere, a cui impose un totale silenzio. Ma evidentemente anche nel lontano ed ovattato mondo della mitologia i barbieri come ai nostri giorni, difficilmente riescono a tener celato un segreto….. Poiché non ne poteva proprio più di tenerlo segreto, si recò in un posto isolato, fece una piccola fossa, adagiò le labbra su di essa e confessò alla terra il suo segreto urlando : " Il re Mida non ha le orecchie di un uomo, ma di un asino". Poiché si sentiva sgravato del gran fardello, riempì di nuovo la fossa e si allontanò. Sul terriccio fuori posto, il fato beffardo volle che in quel punto vi nascesse un canneto e quando i primi venti soffiarono s’impegnarono nel ripetere a tutti anche a chi non voleva sentire, il segreto che il barbiere aveva cercato di nascondere. Dopo aver spiegato questo simbolo immortalato sul soffitto del primo livello del Castello, continuiamo, passando al secondo livello. C’è uno stacco netto, infatti si passa dal buio alla luce,che è l’elemento apollineo e simbolo dell’elevazione spirituale. Tutti gli alloggi di questo livello presentano una forma caratteristica. In cerchio lungo il muro si succedono delle panchine di marmo,. La funzione non era sicuramente quella di sala per il pranzo, o per i ricevimenti. Invero, non era possibile disporre tavole, per di più non essendoci caminetti la stanza era molto fredda. Si può fare un’ipotesi che si approssima al vero che vede l’iniziato, dopo affiliazione, passare al reale insegnamento, sostenuto nelle grandi stanze del secondo livello, dove si apprendevano dottrine come la matematica, l’astronomia , l’alchimia , e principalmente i principi della novella religione. Dopo avere raggiunto questo livello iniziatico, era possibile varcare la soglia di quella che era scorrettamente denominata "camera del re". Difatti, non era possibile che un re fosse ospitato in un alloggio dove erano collocati i paranchi per alzare il portale d’entrata.centrale. Siamo così giunti alla stanza piu’ importante , sulla cui entrata e’ posta la famosa e similmente oscura epigrafe I. D. I. D. E. NA D.lo E. die m.LO is.BB , che tanti ricercatori hanno cercato di svelare. Giunti qui possiamo dire che ci troviamo nel punto del Castello piu' importante, e piu' ricco di simboli esoterici, e dove troviamo raffigurato un altro re Mida . Guardando fuori dalla finestra la vista e' colpita da uno "distesa vuota"che solo chi era giunto a questo livello seguendo il “Retto pensare” poteva comprendere e aprirsi alla grande verità. Nel livello situato poco più sopra c’è effigiato un manipolo d’uomini a cavallo che rappresentano Alessandro Magno e i suoi soldati all’epoca della sua campagna in oriente, un frammento archeologico che Federico volle situato non a caso in tale posizione. Difatti, l’incisione richiamerebbe alla memoria l’entrata di Alessandro nell’impero del Prete Gianni, località dove "crescono gli alberi del sole e della luna", declamazione che ricorda da vicino i miti greci delle terre iperboree dove si dice   avessero vissuto Apollo e Artemide. La leggendaria Avalon dall’ "albero d’argento con il sole in sommita’" tanto famosa nei miti di Re Artù e tomba dei mitici sacerdoti dell’ Arth Gwyr o dell’orso, guardiani della religione arcaica e del suo segreto simbolo: il Graal. Sfortunatamente Federico non riuscì a soddisfare il desiderio di vedere finito il suo tempio,poiché morì subito dopo la sua costruzione, praticamente la stessa sorte di Artu’ e della sua tavola rotonda di Camelot , il celebre mandala del "circolar pensiero" .Il mistero, per chiunque si trovi a passare da quelle parti lo accoglie più coinvolgente che mai, quasi come se il tempo, intorno a quel castello si trovi a scorrere più lentamente che altrove.

alt

Share