Home Scienza Epistemologia Che cosa è la realtà. Evoluzione del concetto di realtà. (Prima parte)

Che cosa è la realtà. Evoluzione del concetto di realtà. (Prima parte)

 

L’inizio del pensiero occidentale come ben sappiamo fin dai tempi della scuola, va ricercata nella nascita della Filosofia Greca, avvenuta nel VI° secolo a.C. (ormai 2600 anni fa). Ciò pose le basi non solo della Filosofia come momento più alto e nobile della mente umana, ma anche della Fisica. Tutte queste attività speculative erano sintesi armoniosa e inscindibile tra Scienza, Filosofia e Religione.

Capostipite del pensiero occidentale fu la cosiddetta scuola di Mileto, i cui eruditi iniziarono a porsi domande in modo più sistematico, cercando “l’Archè”, per svelare la natura essenziale di tutte le cose.

Nei secoli successivi i vari critici e studiosi usarono definire questi pionieri Iloozoisti, cioè quelli che pensavano che la Natura fosse Animata, dal momento che non facevano alcuna diversificazione tra vivente e non vivente, tra Spirito e Materia. L’ idea monistica e organicistica della Scuola di Mileto era per certi versi assai vicina alle concezioni delle più vecchie dottrine di pensiero Cinesi e Indiane.

In particolare un filosofo Greco si avvicinò in modo notevole alle concezioni varie filosofie orientali; Eraclito di Efeso. Eraclito considerava il l’Universo in continua trasformazione, in infinito Divenire, per cui l’ immobilità dell’Essere era un mero inganno dei nostri sensi.. Valutava il Fuoco, il principio universale, un simbolo del permanente fluire e modificarsi di tutti gli enti e pensava che tutte le metamorfosi venissero al mondo dall’interazione biunivoca, Dinamica e periodica degli Opposti e riteneva che ogni abbinamento (buio – luce, caldo - freddo ecc) di opposti fosse un’ unione armoniosa. L’elemento che contiene e alla stesso tempo trascende questa sintesi era il Logos.

Il Corpus degli insegnamenti di Parmenide di Elea, si basava sulla concezione opposta di Eraclito. L’opinione di Parmenide e della sua scuola, era costruita sul fatto che esisteva un Principio ultraterreno al di sopra degli uomini e degli dei. Questo principio fu dapprima assimilato all’unità dell’Universo e negli anni a seguire fu concepito come un Dio intelligente collocato sopra le cose del mondo, con il compito di amministrarlo. Questo principio era per Parmenide, l’Essere Unico ed Immutabile.

(“Questo bisogna dire e pensare: ciò che è, è. Essere, infatti, è reale; non c’è nulla, invece, che non sia: questo ti esorto a dire…..:Fr. 6)

E’ da ricercarsi qui la spaccatura nel pensiero occidentale tra Spirito e Materia, e la nascita della dicotomia che contraddistingue la filosofia occidentale e la nostra cultura. Concepiva essere un’assurdità e un inganno delle nostre sensazioni, i mutamenti che a noi pare di percepire nell’universo.

Nell’ Era della Grecia classica, verso il V° secolo, si assistette al notevole tentativo dei filosofi di superare il grande conflitto tra le concezioni di Parmenide e quelle di Eraclito.

Gli Atomisti sostenevano che l’Essere è esplicito in certe realtà invariabili che unendosi e dividendosi, danno origine alle trasformazioni che si verificano nella realtà. Questa filosofia portò al concetto di "Atomo", la più piccola unità indissolubile di massa, che trovò la sua più luminosa espressione nella filosofia di Leucippo e di Democrito. Gli Atomisti, furono i responsabili dell’approfondirsi della dicotomia tra Spirito e Materia. Infatti, quest’intuizione fu per un verso straordinaria sul piano materiale tanto da anticipare parzialmente di Duemila anni , le concezioni e i fondamenti della Fisica Atomica Moderna, e per l’altro verso fu negativa perché gli atomisti erano certi che queste particelle atomiche, si muovevano nel vuoto passive ed inerti.

Il significato del loro movimento, non veniva approfondito, ma era spesso associato a forze esteriori considerate di derivazione Spirituale e comunque fondamentalmente diverse dalla Materia. Questa idea consegnò alla storia la netta antitesi tra Spirito e Materia, tra Corpo e Anima.

A poco a poco i saggi rivolsero l’attenzione al mondo spirituale, all’Anima umana ed ai problemi etici più che a quello materiale.

Il dibattito su questi problemi occupò il Pensiero Occidentale per più di Duemila Anni, dopo il culmine raggiunto dalla scienza e dalla cultura greca nel Quinto e nel Quarto secolo a.c. Tutti i saperi, le idee e le conocenze vennero successivamente strutturate ed ordinate da Aristotele il quale creò l’ ossatura che divenne la base della concezione Occidentale dell’Universo per 2000 Anni. Aristotele, infatti, era certo che le questioni concernenti, l’Anima Umana e l’ammirazione della bellezza di Dio, fossero molto più importanti dell’Indagine e dello studio del mondo mateiale. La causa per cui il modello di Aristotele sull’ universo non fu più oggetto di discussione per tanto tempo, fu per l’ appunto questa assenza di interesse per la realtà materiale da una parte e la forte presa di posizione della chiesa Cristiana che sostenne le dottrine aristoteliche per tutto il medioevo, dall’altra.


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