Home Le mie Indagini Le mie indagini La leggenda del "Lu Lauru".

La Leggenda Ti Lu Lauru. ( da espressione pugliese)

Fin da piccolo quando andavo al mio paese in Puglia, nel Tarantino, sentivo spesso raccontare storie sul “Lu Laùru”. E questo una specie di piccolo gnomo molto vivo nei racconti tradizionali salentine visto e rappresentato come un personaggio divertente ma dispettoso.

 Nei racconti di mia nonna e mia madre mi veniva raffigurato come il classico piccolo nano o elfo con un berrettino in testa.

La credenza popolare afferma che Lu Laùru si fa vedere o meglio sentire di notte, adagiato sulla pancia dello sfortunato che sta dormendo della grossa e giocoforza portato a svegliarsi, a motivo della difficoltà a respirare e nello stesso tempo impedito nei movimenti in uno stato di pesantezza assoluta.

Racconta sempre la diceria popolare che colui che riesce destandosi, a levare il copricapo a lui tanto caro, Lu lauru pur di riottenerlo si piega ad esaudire un desiderio dell’uomo fortunato.

La pretesa che Lu Lauru si sentiva sempre rivolta era immancabilmente “portami tanti soldi”.

Ma la sua natura era immancabilmente dispettosa, per cui lui invece dei soldi gli portava sassi e pezzi di terracotta.


Mio nonno (Papà nonno)che aveva un cavallo che si chiamava Bastiano, raccontava a mia madre, che molte volte Lu Lauru durante la notte si divertiva ad attorcigliare la coda del povero Bastiano.

Queste storie si trovano totalmente simili in tutte le varie contrade della Puglia. Amici mi hanno raccontato storie pressoché uguali accadute in Campania e in Basilicata.

Di Lu Laùru si sono occupati etnografi e storici, che hanno catalogato molti modi di chiamarlo: Scarcagnulu, Scattamurreddhru, Moniceddhru, Carcaluru.

Nota comunque è la sua passione e interesse per gli animali di campagna, che si evidenzia in opera notturna, con azioni quali, spazzolamento, abbeveraggio, dando la profenda(razione giornaliera di biada) ai cavalli e agli asini.

Non è raro comunque che metta in atto gesta di cattiveria come picchiare con il bastone le povere bestie o facendo scherzi, come detto sopra, aggrovigliandogli le criniere.

In Toscana è conosciuto come Baffardello( specie di gnomo). Si dice che viva nelle vicinanze delle case coloniche o in prossimità di scuderie e stalle della campagna toscana. La descrizione che me ne fece un anziano signore che mi raccontò alcune storie su di lui, era che assomigliava, “ a un volpino tarponato”.

Questo essere piuttosto indisponente ottiene gran diletto ad attorcigliare con una tortuosa trama la peluria delle bestie.

Ma si racconta nelle serate a veglia dalle nostre parti che è molto più interessato alle chiome delle belle ragazze. La sua maestria in questo artistico intreccio è così elevata da creare incredibile nocumento alla malcapitata. Infatti, riesce a creare un impasto con la sua saliva nei capelli, che risulta difficilissimo snodare l’intricata e aggrovigliata matassa della malcapitata.  

alt

Share