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Un medico spiega cosa avviene con una vaccinazione.

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Dal mondo degli animali

Il lupo, (Canis lupus) è l’animale che presenta le maggiori dimensioni tra gli appartenenti al genere Canis, le proporzioni corporee mutano molto, a seconda della zona geografica studiata, e possono arrivare anche ai 60 kg di peso.

E’ dotato un corpo snello, con il muso allungato, le orecchie in forma triangolare non molto lunghe, il collo moderatamente corto, la coda breve e pelosa e gli arti lunghi e sottili.

Il tipico colore del pelo è quello mimetico (grigio marrone), gli occhi sono obliqui, di colore marrone chiaro, e collocati in posizione frontale e alquanto separati tra loro.

Caratteristica della specie è la presenza dei denti ferini particolarmente evoluti la cui funzione è quella di troncare grosse ossa e tendini.

Il lupo che vive in Italia arriva a pesare tra i 24 ed i 40 kg, mentre la lunghezza dall’ estremità del muso alla coda è compresa tra i 100 ed i 140 cm. Il colore del mantello varia dal rossiccio al grigio e in alcuni casi si registrano anche individui dal colore nero, visti nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e nell’Appennino tosco-emiliano.

Si annovera la presenza di questo splendido animale fin dall’inizio del secolo scorso in tutta l’Italia, esclusa la Sardegna e le altre isole minori, registrando comunque la sua scomparsa dalle Alpi intorno agli anni venti e dalla Sicilia intorno agli anni cinquanta.

Tra le molteplici cause che ne determinarono la diminuzione e il cui apice si ebbe negli anni settanta, è da annoverare la caccia indiscriminata (legale dal 1971) ed il graduale e costante diminuire di prede.

Da statistiche dell’epoca si calcolò che in quel periodo (anni settanta) il lupo ha toccato un minimo storico di circa 250-300 individui, in raggruppamenti solo in parte isolati tra loro e relegati nelle zone più impervie ed irraggiungibili dell’Appennino, dalla Calabria fino all’Appennino tosco-romagnolo.

Da allora, comunque, le popolazioni di lupi hanno gradualmente ma regolarmente riconquistato l’habitat che aveva con il tempo perso, e ciò in virtù di un intelligente ripopolamento graduale delle montagne da parte degli ungulati selvatici, secondo l’applicazione di programmi di ripopolamento operati dal Corpo Forestale dello Stato. e dalle Associazioni di cacciatori.

Il tempo dell’accoppiamento per il lupo si verifica verso la fine dell’inverno, e la gestazione dura all’incirca due mesi. Più o meno 15-20 giorni prima del parto la coppia si mette in cerca di una comoda tana. Questa può essere un tronco cavo, una cavità rocciosa, oppure una fossa scavata in terra ed in alcuni casi può essere ricavata ingrandendo una tana abbandonata utilizzata da una volpe, un’ istrice o un tasso.

La femmina al termine della gravidanza, può partorire dai 4 agli 8 cuccioli del peso di circa 400-600 grammi ciascuno. I cuccioli di lupo nati nel nostro paese, vedono la luce in un periodo compreso tra i mesi di aprile e giugno e sono totalmente dipendenti dai genitori poiché presentano capacità sensoriali insufficienti (ciechi e sordi).

Si nutrono unicamente con il latte materno durante i primi 20 giorni di vita, in seguito, per un periodo di circa 40-50 giorni, si nutriranno con latte integrato da rigurgiti a base di carne. I piccoli abbandonano la tana dopo circa 2 mesi di vita e gradualmente cominciano a seguire i genitori nei loro trasferimenti imparando da essi le tecniche di caccia, la conoscenza e la capacità di sapere usare al meglio il territorio, nonché i metodi per sfuggire i territori e le circostanze più difficili.

Raggiungono le normali dimensioni del corpo adulto verso la fine del primo anno, e la piena maturazione sessuale dopo due. Comunque una femmina è in grado di far figli già a 10 mesi.

L’evoluzione ha finalizzato il lupo nella predazione di grossi erbivori selvatici, anche se non disdegna di inserire nel proprio pasto anche mammiferi di piccole dimensioni, frutti, carogne, animali domestici e scarti di origine umana.

Il fabbisogno giornaliero medio di carne di un lupo di grandezza media è di circa 4-6 kg. Il lupo è comunque famoso per la sua capacità di adattarsi ad una dieta diversa dalla sua e per lungo tempo, non solo ma i ricercatori hanno dimostrato che ci sono stati lupi che sono rimasti senza mangiare anche per più di quindici giorni.

Una leggenda che è entrata nell’immaginario collettivo è quella del lupo che mangia gli uomini. In passato in Europa, le cronache che riportavano casi di antropofagia da parte del lupo erano consuete anche se molto spesso derivavano da fonti non certe ed attendibili. Erano comunque frutto di superstizioni e antichi retaggi culturali avversi al lupo. Nel nostro paese, dove le notizie di casi di attacchi rivolti a esseri umani da parte di lupi e di cani venivano sovente confuse tra loro.

Riporta la cronaca che i casi provati di antropofagia si sono verificati verso il 1825.

L’etologia ci dimostra comunque che l’antropofagia del lupo è in ogni caso considerato un modo di comportarsi inconsueto del lupo, che può adottare accidentalmente e solamente in situazioni ambientali oltremodo degradate, contraddistinte per esempio da una radicata mancanza di prede, un forte aumento della popolazione umana e, più spesso, un aumento considerevole di individui colpiti da rabbia silvestre. 

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