Dante . Il mistero della Divina Commedia.

Nelle memorie scritte da uno dei figli del Sommo poeta Dante troviamo la descrizione di un fenomeno strano a cui dobbiamo forse la pubblicazione per intero della Divina commedia.

Come sappiamo Dante ebbe dalla moglie Gemma Donati vari figli; gli sopravvissero Jacopo che visse a Firenze, dove vi morì prima del 1349, Pietro che fu giudice in quel di Verona, e dove vi morì nel 1364, Antonia invece si fece monaca e dimorò nella città di Ravenna.

Jacopo e Pietro furono entrambi apprezzati commentatori dell’opera del padre, il primo saltuariamente e non in modo approfondito, con maggiore ricchezza e cultura il secondo.

Si racconta che l’immortale opera della Divina Commedia, o quanto meno una buona parte di essa, ha corso il serio rischio, di andare perduta. Infatti, quando Dante morì, Jacopo e Pietro, vissero un periodo cupo, carico di dolore e prostrazione, vuoi per la tremenda perdita, vuoi anche perché si accorsero che il manoscritto sembrava mancante della parte finale, e quindi incompleta. I due disperatamente si misero in cerca della parte di manoscritto mancante. Tutto fu vano.

Qualche tempo dopo, in un giorno ancora di pieno lutto, Jacopo una sera andò a dormire, con il cuore gonfio di tristezza e nostalgia per il padre. Il genitore gli venne in sogno e sorridente entrò nella sua stanza. Aveva indosso una mantella di un colore bianco abbagliante. Subito Jacopo gli domandò se aveva finito di scrivere il manoscritto, e dove lo aveva riposto, poiché non si trovava. Il poeta, prima con un cenno del capo asserì, e dopo con la mano indicò il punto dove si trovava esattamente la parte finale della Divina Commedia. Il giorno a seguire dopo aver raccontato il sogno al fratello decisero di convocare alla presenza del loro avvocato anche un caro amico di famiglia, che avrebbe fatto da testimone. Entrarono in quelle che furono le stanze private di Dante, e dietro una finestrella di una specie di ripiano inserito nel muro, trovarono dopo averla aperta un insieme di fogli, che risultarono essere le pagine mancanti della Divina Commedia, che finalmente andarono a completare l’opera.

 

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